Sosa: calcio italiano e argentino in declino

Sosa: calcio italiano e argentino in declino

Ieri “El Pampa” ha partecipato a Mortegliano al derby benefico per Stefano Marangone, ex calciatore colpito 14 anni fa dalla Sla. “In Italia bisognerebbe ripartire dai settori giovanili per il rilancio del movimento, ma finora solo chiacchiere”, ha sentenziato l’ex ariete bianconero e azzurro

Da Udine a Napoli, andata e ritorno. Roberto Sosa, ex attaccante dell’Udinese di fine Anni Novanta e inizi Duemila, è stato tra i protagonisti della sesta edizione del derby per Stefano Marangone, ex calciatore colpito dalla Sla, tenutosi ieri a Mortegliano. A distanza di 14 anni, El Pampa è tornato nel “suo” Friuli per indossare una maglia bianconera del tutto speciale. Emozioni, ricordi e un legame con il calcio italiano che è rimasto intatto sono emersi nel corso di un’intervista rilasciata a MondoUdinese.it.

Sosa, con quale emozione ritorna in Friuli?

Sono molto contento. Ogni volta che mi capita di rientrare, lo faccio sempre con molto piacere. Questa volta ancora di più perchè questa è una manifestazione molto bella, che ci consente, nel nostro piccolo, di essere vicini a Stefano Marangone e ci riempie di orgoglio e di piacere. Gli anni scorsi non sono potuto venire perchè ero in Argentina, questa volta sono riuscito a organizzarmi per essere presente.

Parliamo di serie A. Domenica è terminato il campionato che ha decretato, per il quinto anno consecutivo, la Juventus campione d’Italia. Cosa è mancato al Napoli?

Secondo me il Napoli ha espresso il miglior calcio in Italia. A volte giocare bene però non basta. La Juve si è dimostrata la squadra più forte, perchè ha potuto l’opportunità praticamente di avere due formazioni a disposizione. Ha avuto tanti infortuni, è partita con un handicap praticamente di 15 punti, ma ha recuperato perchè è una società vincente, è una società da copiare. Il Napoli deve rinforzarsi, anche se dovesse partire Higuain, per colmare il gap con la Juventus che quest’anno si è dimostrato piuttosto ampio.

Questo è stato l’ennesimo campionato che, a livello di individualità, ha avuto una forte Roberto Sosa 2connotazione argentina. L’anno scorso scorso Carlitos Tevez, quest’anno Gonzalo Higuain con i suoi 36 gol… secondo lei chi sarà il prossimo argentino a tentare l’avventura in serie A?

Così come è scesa la qualità del calcio italiano è scesa anche quella del calcio sudamericano. A me piace molto Lucas Alario del River Plate e Giovani Lo Celso del Rosario Central, che potrebbe andare al Paris Saint-Germain. Poi c’è Matias Kranevitter, centrocampista 23enne considerato uno dei talenti più importanti del calcio argentino, che è stato acquistato dall’Atletico Madrid. Ma mi piacerebbe che in Italia si puntasse maggiormente sui settori giovanili. Se ne parla tutti gli anni, ma alla fine poche società si muovono in questa direzione…

E dell’Udinese, invece, che idea si è fatto? Erano anni che una salvezza non era così sofferta…

Ho seguito tutto. Diciamo che alla fine l’obiettivo l’ha raggiunto, visto che l’Udinese parte sempre per salvarsi e c’è riuscita. Ha sofferto un po’ di più, però ha investito risorse per rinnovare lo stadio, che nel futuro sono certo sarà sfruttato molto meglio e regalerà punti in più a questa squadra. Piano piano tornerà a essere l’Udinese dei miei anni, cioè quando partivamo per salvarci e poi arrivavamo a qualificarci per la Coppa Uefa.

Ma che posto ha l’Udinese nel suo cuore?

Molto importante. Sono stato quattro anni qui, ho disputato anche diverse gare in Europa. E’ stata la società dalla quale è partita la mia carriera in Italia… Ma il mio legame non è solo sportivo. Qui sono nati due figli, è una città che mi porterò sempre nel cuore.

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