Stade de France e Parigi sotto attacco: morti e feriti

Stade de France e Parigi sotto attacco: morti e feriti

Parigi è finita sotto attacco terroristico, e si contano già 158 vittime negli attentati in varie parti della città, anche se un numero preciso non è ancora ufficiale.

Almeno 40 persone sarebbero morte, secondo l’ultimo bilancio diffuso, nelle tre esplosioni attorno allo Stade de France mentre era in corso l’amichevole Francia-Germania.

Nel pomeriggio nell’albergo della nazionale tedesca si era registrato già un allarme bomba. In particolare, riferisce il sito internet del quotidiano Le Parisien, le squadre di artificieri hanno fatto evacuare l’hotel avviando le operazioni di ricerca di ordigni esplosivi. L’allerta bomba è scattata  dopo una telefonata anonima.

In serata durante Francia-Germania, il panico allo Stade de France al termine della partita: gli spettatori sono stati invitati a uscire dalle porte dell’impianto rimasto aperto, ma nella completa confusione diverse migliaia sono rimaste ferme sul terreno di gioco, impaurite dalle notizie sugli attentati attorno all’impianto. Durante il match ben due esplosioni molto forti si sono sentite chiaramente.  Sugli spalti c’era anche il presidente della Repubblica Hollande, portato via dai servizi di sicurezza e trasferito all’Eliseo dove ha coordinato le prime fasi della risposta all’emergenza.

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“Ero allo stadio, ho avvertito due esplosioni, ma nessuno ha pensato a un attentato in corso. Io sono riuscito a uscire dieci minuti prima, ho preso un taxi, poi hanno bloccato tutto. E’ pazzesco”. Questa la testimonianza a Sky Sport del procuratore Oscar Damiani, presente allo Stade de France.

Testimoni, poi, descrivono una scena di guerra fuori dallo stadio: decine di cadaveri attorno all’impianto, distesi sul selciato, dove hanno agito i kamikaze. 

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E mentre il centro della città è bloccato e il presidente Holland chiude le frontiere, arrivano le prime testimonianze di quanto accaduto in città: “Sono uscito a correre tardi. E a quel punto ho visto l’orrore, dei corpi senza vita sull’asfalto, e gente che lanciava lenzuola dalle finestre perché venissero coperti. Era la guerra sotto casa mia”, racconta a Le Figaro un ragazzo che abita vicino a rue de Charonne, uno dei luoghi presi d’assalto a Parigi.

L‘Isis in estate aveva preannunciato l’attentato:  “copriremo di cadaveri le strade di Parigi”, la minaccia contenuta in un video dello Stato islamico, pubblicato il 14 luglio scorso, lanciata da un jihadista in perfetto francese.

E mentre il mondo torna nella paura e qualcuno definisce quanto accaduto ‘l’undici settembre europeo’, l’attenzione è rivolta già a Euro2016 che si svolgerà proprio in  Francia. “In effetti oggi c’è un po’ di paura per il prossimo Europeo: spero facciano qualcosa per assicurare la sicurezza, nostra, dei tifosi e di chi vuole assistere alle partite”. Così Radja Nainggolan esprime la preoccupazione che si respira al termine di Belgio-Italia per i fatti di Parigi. “Dopo quello che abbiamo sentito – ha assunto – i nostri festeggiamenti sono diminuiti: abbiamo giocato una partita per ricordare i morti di 30 anni fa, rischiamo di doverne giocare un’altra”.

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“E’ una sensazione bruttissima. Stasera che eravamo qui per ricordare un’altra tragedia, quella dell’Heysel, siamo rientrati nello spogliatoio con questa terribile notizia. Gente che va a cena o a vedere una partita si ritrova a rischiare la vita”. Leonardo Bonucci e’ scosso dalle notizie che arrivano da Parigi. “Penso che sia da maledire chi sta portando avanti questa guerra che porta soltanto vittime ma credo sia il loro obiettivo – continua il centrale azzurro ai microfoni di Rai Sport al termine di Belgio-Italia – A rimetterci sono persone che non hanno fatto niente, se non entrare in un ristorante o andare a vedere la partita”.

Antonio Conte ha parlato degli attentati in Francia, a Parigi dopo che la sua Italia ha giocato in Belgio: “Sono fatti gravi che ci preoccupano, c’e’ paura. Ci auguriamo che la violenza non prevalga. Tutto passa in secondo piano: ci sono dei morti. Sono cose che lasciano il segno e fanno pensare” dice il ct azzurro.

 

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