Terremoto sul calcio? Presto per dirlo

Terremoto sul calcio? Presto per dirlo

Il caso Infront scuote il calcio. Le perquisizioni nelle sedi di alcuni club da parte della GdF conferma che l’inchiesta potrebbe portare clamorosi sviluppi.

“Il Genoa è una delle squadre le cui sedi sono state perquisite venerdì scorso: ma siamo tranquillissimi, i soldi che servivano al nostro bilancio li ha messi l’azionista di riferimento, cioè io”. Enrico Preziosi, n.1 del club ligure, racconta all’Ansa la sua verità sulla vicenda che ha portato all’operazione della Guardia di Finanza. “Il conto è tracciabile – prosegue Preziosi -, sono state fatte tutte operazioni semplici e chiare, ove servisse saremmo pronti a dare qualsiasi chiarimento a qualsivoglia autorità competente”. Il presidente rossoblù conclude: “Questo è un Paese davvero strano. Uno si sveglia e tira fuori un teorema e tutti quanti gli vanno dietro. Ma io non ho problemi, è tutto chiaro e la Covisoc della Federcalcio prima di tutti lo sa”.

Intanto sulle pagine della Gazzetta dello Sport si traccia meglio lo scenario:

Solo il tempo potrà dare una risposta alla domanda più in voga nei vari bar sport: l’arresto del fiscalista Andrea Baroni con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio può portare a un effetto domino devastante sul calcio come era accaduto per le manette a Mario Chiesa all’alba di Tangentopoli? Al momento accostare il Pio Albergo Trivulzio alla società di Lugano Tax & Finance di Lugano (Baroni è un senior partner) sta come il cavolo a merenda. Tutto è da dimostrare. Quelle dei magistrati della Procura di Milano che si occupano del caso (i pm Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi su disposizione del procuratore aggiunto Giulia Perrotti) sono delle ipotesi. Però… Ci sono diversi però: l’attacco ai poteri forti che ruotano intorno al pallone, potrebbe avere basi concrete. Giusto per chiarire le idee al tifoso, seguiamo anche noi le strade imboccate dagli inquirenti. Si parte dalla Svizzera per arrivare a Milano, negli uffici della Lega Serie A, dove venerdì la Finanza ha effettuato una perquisizione. La stessa cosa è accaduta nelle sedi di Genoa e Bari, in quelle di Mediaset e Infront Italy (advisor della Lega Serie A) e a casa di alcuni indagati. Tra loro i dirigenti di Mediaset Giorgio Giovetti e Marco Giordani; Marco Bogarelli, Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti (presidente e consiglieri di amministrazione di Infront Italy), Riccardo Silva (presidente di MP&Silva, che commercializza i diritti tv esteri della A).  
FINANZIAMENTI CLANDESTINI La Procura indaga pure su un altro possibile reato: ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. In particolare nei confronti della Covisoc che ha il compito per la Figc di dare l’ok (dopo aver visionato i bilanci) all’iscrizione dei club ai campionati. Al momento al vaglio degli inquirenti sono finiti presunti ritocchi ai bilanci di alcune società proprio per evitare il no della Covisoc. Nel mirino Genoa e Bari per possibili finanziamenti occulti. Fatti da parte di Infront? E’ il sospetto dei pm. 

Insomma ce n’è davvero molto per pensare che, se confermate, queste accuse porteranno un terremoto. E’ presto per fare previsioni: tante volte in Italia un’inchiesta è finita in una bolla di sapone.

Sempre sulla Gazzetta si legge anche un resoconto di come Infront sia diventata così potente: di certo l’inchiesta milanese penetra nel cuore del sistema di interessi e di potere del calcio italiano. Perché Infront, la società di sport marketing presieduta in Italia da Marco Bogarelli, ha un ruolo-chiave in questo mondo, in un intreccio inestricabile tra affari e politica sportiva. Ed è l’interfaccia commerciale del governo del pallone che si è andato delineando negli ultimi anni, da quando cioè la Lega Serie A è finita in mano all’asse Galliani-Lotito.  
SVOLTA Rotta la storica dicotomia grandi-piccole, dopo i furiosi litigi per spartirsi i soldi delle tv gestiti collettivamente dal 2010, in via Rosellini si è assistito alla rivincita dei lillipuziani: l’a.d. del Milan ha fiutato lo spirito del tempo ed è sceso a patti col patron della Lazio, alfiere della cordata delle medio-piccole, e da quel momento gli equilibri sono mutati per sempre. Ne è stata una prova plastica la riconferma del presidente Beretta nel gennaio 2013, con Roma e Juventus sconfitte e all’opposizione. N

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