Rosenthal, bomber ebreo e le svastiche a Udine: «Ripudiato e fortunato»

Rosenthal, bomber ebreo e le svastiche a Udine: «Ripudiato e fortunato»

La storia di Ronnie Rosenthal, che nel 1989 fece parlare di sé per le svastiche a Udine e l’addio al sogno Serie A

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Nel 1989 l’Udinese prese il primo israeliano della storia della serie A. Ma tutto saltò. Si chiamava Rinnie Rosenthal e al Corriere.it ha raccontato la sua storia: «Il mio sogno era quello di giocare in Italia, non vedevo l’ora: nel 1989 il vostro campionato era il più bello del mondo. L’Udinese mi aveva già presentato, poi all’improvviso si appigliò a un mio problema congenito alla schiena, che però non mi ha mai impedito di fare una bella carriera, né prima né dopo. In quei giorni sui muri della città comparvero alcune svastiche e scritte razziste contro di me, israeliano ed ebreo. Ma non ho mai creduto che l’Udinese mi avesse scaricato per questo, perché si era spaventata: magari mi sbaglio, ma credo che fosse più che altro una questione d’affari. Hanno avuto l’occasione di prendere Abel Balbo e l’hanno sfruttata, senza rispettare gli accordi presi con me».

Da anni Rosenthal fa lo scopritore di talenti in giro per l’Europa: «Kompany e Berbatov i miei colpi migliori». E non ha rimpianti: «Ho sempre amato molto l’Italia. E quell’episodio, che al momento mi aveva amareggiato e disorientato, si è rivelato invece la mia fortuna: andare a giocare in Inghilterra mi ha cambiato la vita. È stato un vero happy end».

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