Zaccheroni senza rimpianti: Udinese e Milan a parte in Italia ho preso solo squadre in corsa

Zaccheroni senza rimpianti: Udinese e Milan a parte in Italia ho preso solo squadre in corsa

Alberto Zaccheroni riparte dalla Cina, ma senza rimpianti per l’Italia dove ha dato tutto, ma dove a parte Udinese e Milan ha dovuto sempre prendere squadre in corsa.

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Alberto Zaccheroni ora parlerà anche cinese dopo aver a lungo parlato il giapponese. «Mi hanno chiamato spesso e ho accettato di venire a dare un’occhiata. Poi sono tornato a Cesenatico a rifletterci su. Hanno continuato a chiamarmi e questa determinazione mi è piaciuta. Io comunque più che una squadra ad alti livelli cercavo una cosa intrigante, che mi desse degli stimoli. E la Cina mi sembra il posto giusto: ci sono allenatori importanti, da Scolari (erede di Lippi al Guangzhou, ndr ) a Eriksson (Shangai, ndr ) a Mano Menezes che allena lo Shandong, e giocatori importanti. Un mondo in espansione. Ho preso questa avventura a scatola chiusa. E visto che in Giappone sono stato benissimo, spero di esserlo anche qui. Sono con la mia famiglia calcistica: i preparatori Maurizio Guido ed Eugenio Albarella, il vice Stefano Agresti che è con me da più tempo di mia moglie. E poi ho già trovato un ottimo traduttore, che è fondamentale: Bai Li. Ha studiato 7 anni a Bologna e ha pure giocato a calcio», ha raccontato alla Gazzetta dello Sport.

Nessun rimpianto per l’Italia:  «Nessun sogno, io vivo il momento. Alleno da quando ho 29 anni, non 38, e le grandi d’Italia le ho avute più o meno tutte. In corsa però. Pochi lo ricordano, ma dopo Udinese e Milan ho sempre preso le altre grandi con problemi. E, tranne la Juve, ho sempre migliorato la situazione. Comunque potevo aspettare una chiamata, ma avevo voglia di andare all’estero e, ripeto, di avere un’avventura intrigante».

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