Violenza, vedova Raciti: “Chiuderei gli stadi”

Violenza, vedova Raciti: “Chiuderei gli stadi”

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Il problema della violenza negli stadi e dello scarso rispetto tra tifosi avversari è tornato di attualità dopo i recenti striscioni dei tifosi della Roma contro la mamma di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ucciso lo scorso anno in occasione della finale di Coppa Italia. Su questo tema ha così voluto intervenire Marisa Grasso, vedova dell’ispettore Raciti, in merito alle dure prese di posizione del presidente della Roma James Pallotta e del presidente della Figc, Carlo Tavecchio: “Io sarei più dura. Chiuderei le porte dello stadio. Chi vuole vedere la partita la vede a casa. Ma siamo un Paese democratico, le persone che subiscono e le persone buone sono espressione di civiltà e lasciano agli altri la libertà di scegliere come comportarsi”, ha aggiunto a margine dell’incontro ‘Vivere lo stadio: una passione a rischio?’ in corso all’Università La Sapienza di Roma.

Sugli striscioni contro la Leardi: “Mi ha fatto male, conosco il dolore, preferirei il rispetto nei confronti dei familiari. Mi è dispiaciuto molto”. A distanza di otto anni dall’uccisione del marito, la vedova ha analizzato la situazione negli stadi. “È rimasto tutto come prima? Qualcosa è cambiato, soprattutto nelle misure di prevenzione c’è più severità – ha concluso -. Mentre prima non si accorgevano della gravità della situazione adesso sono state prese delle misure più severe. A livello culturale è cambiato poco e la cosa è preoccupante. Mi terrorizza il pensiero che possano essere ripetuti fatti che ho conosciuto e visto e che ci possano essere altre perdite”.

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