Arriva l’AZ Alkmaar. Cinque anni dopo fa ancora male

Arriva l’AZ Alkmaar. Cinque anni dopo fa ancora male

Da quel doppio scontro in Europa League, Paron Pozzo ebbe lo spunto per la nascita del nuovo Stadio Friuli, quando vide l’Afas Stadion, la casa dell’AZ

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Sono passati già cinque anni da quell’incredibile eliminazione dall’Europa League ad opera dell’AZ Alkmaar, ma la ferita è ancora abbondantemente aperta. Era una squadra nettamente alla nostra portata quella olandese, che ha avuto il merito di avere una sola cosa in più rispetto ai nostri bianconeri, la fortuna. Ma anche l’Udinese ci mise del suo.

I bianconeri di Guidolin arrivavano falcidiati da tre cessioni di lusso dal mercato estivo, Alexis Sanchez, Gokan Inler e Cristian Zapata, rimpiazzati da Doubay, Fabbrini, Elkstrand, Neuton, Gelson Fernandes e Pazienza nel mercato di gennaio. Solo Danilo e Roberto Pereyra, quest’ultimo nel finale di stagione, furono determinanti in quell’annata che si concluse con un meraviglioso e indimenticabile terzo posto in campionato.

Eliminati dall’Arsenal nei preliminari di Champions League, l’Udinese scivolò in Europa League, superando il girone eliminatorio affrontando Celtic, Atletico Madrid e Rennes, disputando partite eroiche alternate ad alcune scialbe. Nel turno successivo,nei sedicesimi,affronta il Paok Salonicco, una doppia sfida rimasta indelebile nella memoria per la pazzesca invasione di tifosi greci allo Stadio Friuli, ma soprattutto per la bella vittoria in trasferta, la bomba dello 0-2 di Floro Flores su punizione che tramortì definitivamente il Paok è ancora negli occhi di tutti. Il vantaggio fu di Danilo mentre Domizzi su rigore chiuse la partita sullo 0-3.

Ed eccoci agli ottavi. L’urna ci dice bene, sarà l’AZ Alkmaar il nostro avversario, la possibilità di passare ai quarti di finale era vicina, un ulteriore passaggio di turno il vero sogno di tutti.

La trasferta in Olanda fu tragica, vantaggio dell’Az, mancato pareggio di Ferronetti e poi la beffa sul finale quando da un fallo su Domizzi, gli olandesi raddoppiano.

Di buono da quella trasferta fu lo spunto che ebbe Paron Pozzo, creare uno stadio simile all’AFAS Stadion, la casa dell’AZ, diciassettemila e rotti posti, tutti al coperto ed un chiasso infernale. Da quell’idea nascerà il nostro nuovo stupendo Stadio Friuli.

Ma sarà la partita del ritorno a dare i dolori maggiori. Pronti via, al 3′ rigore per l’Udinese, fallo su Floro Flores ed espulsione del difensore, Totò realizza. E’ fatta, si pensa,la conferma arriva poco dopo quando ancora Totò raddoppia al 15′ su perfetto assist di Giovanni Pasquale entrato al posto di Benatia infortunatosi dopo il gol del primo vantaggio. La difesa è già rimaneggiata per l’assenza di Danilo e Basta, in campo c’è Elkstrand dal primo minuto.

Al 31′ la doccia fredda, gli olandesi accorciano con Falkenburg e da lì in poi macinano gioco dando una vera lezione di calcio seppur con un uomo in meno. Nella ripresa sbagliano perfino il gol del possibile pareggio per l’errore dal dischetto di Elm.

Gli olandesi passano il turno, l’Udinese butta all’aria rimonta e qualificazione.

La vera mancanza dei bianconeri furono le seconde linee, Guidolin nella mischia gettò Fabbrini e Abdi, non potenndo schierare nessun altro visto che in panchina gli rimanevano Neuton, Battocchio e Marsura.

Sono  passati cinque anni, ma fa ancora male

 

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