Bel gioco ed errori, la doppia faccia dell’Udinese

Bel gioco ed errori, la doppia faccia dell’Udinese

Decisive le incertezze dei singoli nelle ultime gare disputate dai bianconeri, match da cui la squadra di Oddo è riuscita a guadagnare un solo punto

di Redazione

Febbraio avaro per l’Udinese, parco di soddisfazioni. Lo si temeva alla vigilia, considerati i match in programma, si è reso tale però anche in virtù degli errori commessi dai giocatori del club friulano. Al netto infatti del tasso tecnico in dotazione alle squadre affrontate, il cui valore e potere sul campo è stato oggetto di studi in allenamento, il vero ostacolo di queste gare giocate nel mese appena trascorso è stato l’insieme di imprecisioni proposte dai bianconeri, un caleidoscopio di svarioni costati gol e sorpassi in classifica. L’ultimo, in ordine temporale, quello subito per mano della Fiorentina, prossima avversaria dei ragazzi di Massimo Oddo nel match di domenica al Friuli.

Avversario in incognito non preventivato, ogni sbaglio commesso dal singolo ha quindi momentaneamente interrotto il sogno europeo delle zebrette, costretti ora a inseguire la colonna sinistra del tabellone pur avendo sin qui proposto un calcio fresco, a tratti entusiasmante. Una disattenzione di troppo, però, e il castello tattico imbastito con acume da Oddo ha ceduto sotto i colpi dei vari Belotti, Silvestre o Zapata. Ingenuità, mancanza di furbizia: comunque le si chiami il risultato è univoco e ha messo in ombra il buon lavoro svolto in queste settimane dall’intero organico. Le galoppate del Gallo e Duvàn necessitavano opposizioni più “vigorose” – il placcaggio di Pinzi ad Anfield Road contro il Liverpool è l’estremo, ma anche da questo passano cuore e voglia di un calciatore – mentre è impensabile lasciar che un difensore avversario stoppi e calci indisturbato all’interno della propria area. E poi palle perse, marcature allentate, fattori che trascendono tecnica e schemi, ma toccano la concentrazione e la grinta che ogni elemento deve sforzarsi di portare sul terreno di gioco.

Certo, a minare il cammino dei friulani anche lo stop di Kevin Lasagna, fin qui l’attaccante più prolifico dell’Udinese e perno attorno al quale ruotavano le azioni di contropiede dei bianconeri. Senza l’ex Carpi Oddo ha dato prova di coraggio facendo avanzare Jankto nel match contro la Sampdoria: l’esperimento è riuscito al 90 per cento, in quanto alle ripartenze in velocità e agli scambi sulla trequarti non son corrisposte le marcature senza dubbio meritate dall’undici ospite.

Tralasciando per un attimo, a tal proposito, i legni colpiti a Marassi – cruciali, ma pur sempre privi di valore ai fini del risultato – è possibile rilevare infine alcune imperfezioni nella scelta del cosiddetto ultimo passaggio, quello, di fatto, che spalanca al compagno la porta verso cui tirare. In questo, così come negli altri aspetti appena affrontati, il tempo è dalla parte di mister Oddo e dei suoi giocatori. La rosa è giovane, il tecnico ha delle idee alle quali servono settimane, forse mesi, per attecchire. Per quanto, allora, l’Europa al momento appaia nuovamente un sogno, la concreta realtà parla di una squadra al lavoro per costruire un progetto. Si spera a lungo termine.

Simone Narduzzi

Questo e altri articoli disponibili sul prossimo numero di Cjosul, in uscita venerdì 2 marzo!

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy