Con un Deca ( non si può andar via )

Con un Deca ( non si può andar via )

Anche l’epopea di Di Natale a Udine sta per finire. Deca ha preso la sua strada, giusta, il capitano non può dare di più: ma il finale si spera sia almeno a lieto fine in una qualche maniera, perché quello che ha fatto il capitano in questi anni merita un epilogo in campo degno della sua storia

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Con un Deca non si può andar via, cantava il ritornello di una vecchia canzone degli 883, ma se in quel caso a non bastare erano le diecimila lire, paragonabili ai dieci euro di oggi, nelle faccende bianconere odierne, un Deca, mister De Canio, basterà probabilmente a far chiudere definitivamente un rapporto lungo 12 anni, quello di Totò Di Natale all’Udinese.

Un rapporto condito da tanti gol, 226, e tante soddisfazioni, Champions League, Europa League, 3° e 4° posto in campionato, due volte capocannoniere, ma che le negative vicissitudini della squadra negli ultimi anni ed il turbolento rapporto con Stramaccioni e Colantuono prima e De Canio adesso, lo hanno portato a decidere di chiudere definitivamente la sua storia con Udine.

Peccato, se non altro per come è maturato questo addio, non era certo questo quello che si aspettavano i tifosi e probabilmente nemmeno lui, ma di mezzo c’è una situazione difficile, quella di classifica principalmente e quella di ricompattare una squadra ed un ambiente annientato da Colantuono ed in questo, mister De Canio ci sta riuscendo in sole poche settimane avute a disposizione.

Quella disposizione alla quale il mister aveva chiesto al capitano di mettersi, partecipando agli allenamenti con il resto del gruppo, sacrificandosi per la causa. Purtroppo le condizioni fisiche di Totò non sono ottimali e giustamente, visti anche gli anni sul groppone, ha preso la decisione migliore, quella di non convocarlo per la partita con il Napoli e sicuramente anche per la prossima a Genova contro la Sampdoria.

Curioso è come sia capitato per due volte al buon Gigi di dover ammainare due bandiere bianconere nel suo periodo all’Udinese, la prima Paolino Poggi, per la quale ha comunque ammesso la colpa di non avergli fatto fare la passerella nell’ultima partita al Friuli, la seconda sua maestà Di Natale.

Il re del gol l’ha presa male, la sua reazione è stata d’orgoglio, ma questa favola che dura da dodici anni deve comunque avere un lieto fine, come per tutte le favole che si rispettino e quindi dando il tempo al mister di sistemare la classifica, appena la squadra si sarà tirata fuori dalla zona pericolosa e il capitano avrà recuperato un po di condizione, ci potrà essere l’occasione per chiudere alla grande il campionato e la straordinaria carriera in maglia bianconera di questo fantastico e unico giocatore.

Ma adesso Totò tieni duro, perchè con un Deca così, non si può andar via.

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