Il calcio suona la Marsigliese. Ma i Mondiali in Qatar?

Il calcio suona la Marsigliese. Ma i Mondiali in Qatar?

Il calcio piange, sventola bandiere francesi e suona la Marsigliese: ottimo e giusto, tutti ci sentiamo uniti in questo momento, ma quando il calcio dei potenti si sveglierà e annullerà i Mondiali in Qatar voluti da Blatter e Platini, che presto verranno sospesi dalla commissione etica della Fifa per i noti fatti?
Ricordiamo cos’è il Qatar riportando quanto detto solo due anni fa da Amnesty International.  Mancanza di libertà di espressione, casi di tortura, discriminazione contro le donne, violazione dei diritti dei lavoratori sono fra le principali denunce riguardo al Qatar riportate nel rapporto di Amnesty International. “Il Qatar si propone come difensore dei diritti umani all’estero ma li nega al suo interno. Ha sostenuto e sostiene le primavere arabe, ma il poeta che di quelle primavere ha parlato resta in carcere. Una posizione incoerente”, ha dichiarato poco tempo fa il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, riferendosi al caso di Mohammed Rashid al-Ajami, noto come il poeta gelsomino, condannato all’ergastolo per la sua “Poesia Gelsomino”. Nella poesia al-Ajami affermava che “Siamo tutti come la Tunisia di fronte alla elite repressiva”, una frase ritenuta un incitamento al colpo di Stato secondo le autorità qatarine. 

Anche i lavoratori stranieri continuano ad essere sottoposti a violazioni dei loro diritti e ad abusi, inclusa la violenza sessuale. “I lavoratori stranieri, che rappresentano il 90% della forza lavoro in Qatar, continuano ad essere sfruttati e sottoposti ad abusi da parte dei loro datori di lavoro nonostante le norme a tutela dei lavoratori previste dalla legge del 2004 che le autorità comunque non applicano”, riporta Amnesty International.

Ancora più inquietante la condizione per chi lavora negli stadi in costruzione, cattedrali da milioni di euro nel deserto. Come scriveva La Stampa solo tre mesi fa la situazione è drammatica, almeno a leggere il numero degli operai morti nella costruzione degli impianti. La denuncia questa volta è dell’International Trade Union Confederation (l’associazione internazionale dei sindacati) che fotografa una situazione che, come scrive il Guardian, dovrebbe far perdere il sonno a Sepp Blatter. Le stime parlano di 1300 operai già morti e di 4000 mila decessi previsti fino alla completa realizzazione degli impianti di gioco.

Ora che l’Occidente piange i suoi morti e il calcio si sente ferito, forse è venuto il momento di dare risposte anche per un Mondiale voluto da Blatter. (Foto Zimbio)

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