La dea è bendata

La dea è bendata

La fortuna ha aiutato la squadra di Delneri che si è dimostrata più audace e con più fame di vittoria

di paoloblasotti

Stavolta la dea bendata si è ricordata dell’Udinese e da sotto la benda le ha strizzato un occhio, volgendo le spalle all’altra dea, quella venuta da Bergamo che in Lombardia se ne torna con le pive nel sacco.

Fortuna si, ma c’è anche dell’altro in questa sfida tra le due “regine di provincia”, quella bianconera un pò in decadenza a dire il vero. La squadra di Del neri è stata fortunata in quanto Bizzarri ha respinto un rigore al friulano Cristante a 10 minuti dalla fine, ma va anche detto che la fortuna aiuta gli audaci e la squadra di casa oggi lo è stata più di quella di Gasperini. Pochi dati possono suffragare questa tesi: 50 sono le palle perse dagli atalantini, 28 quelle dei friulani, 38 i palloni recuperati dai bianconeri di casa, 10 in più di quelli dei nerazzurri. Questo a significare che i bianconeri di casa sul campo hanno messo davvero il cuore e i tre punti li hanno strappati con le unghie e i denti. Il tiro di Cristante è stata l’unica conclusione in porta degli atalantini in tutto il secondo tempo, mentre il gol di Kurtic l’unico tiro in porta nel primo tempo degli orobici. Numeri che non dicono tutto ma raccontano molto di come possa essere stata la gara del Friuli. L’Udinese con Behrami davanti la difesa funziona, la difesa è più protetta, non comanderà mai il gioco ma la presenza di un caposaldo li in mezzo permette a Delneri di sguinzagliare le mezzali al galoppo con Fofana (a volte troppo impreciso) e Barak, giocare sui due trequartisti Ingelsson al debutto e De paul che si scambiano la posizione, e ripartire a 100 all’ora facendo circolare la palla a terra. Nel primo tempo l’Udinese lo fa bene ma spreca troppo (leggi l’occasione di De Paul) e allo scadere della prima frazione trova il rigore della speranza. Nella ripresa l’impatto alla gara è buono con gli esterni che spingono e crossano (Adnan e Larsen) e l’Atalanta chiusa per 15′ nella sua meta campo, e vince la partita con i cambi, si con i cambi, quando una volta inserito Halfredson Barak viene spostato più avanti per provare il suo tiro dalla media distanza, scelta che si rivela azzeccata.

A lungo l’Udinese ha giocato meglio degli orobici. Ha triplicato spesso sul portatore di palla avversaria recuperando tanti palloni, con una ferocia che poche volte si era visto, c’è stato spirito da mutuo soccorso tra i giocatori in campo, e anche se tatticamente non sempre le distanze sono state rispettate, e tecnicamente non sempre gli appoggi sono stati precisi, la partita, gli uomini di Delneri, non l’hanno  mai persa di mano. Poi c’è la fortuna, quella che ti permette di beneficiare di un penalty proprio alla fine del primo tempo, perchè andare al riposo sullo 0 a 1 dopo aver giocato fin li con coraggio sarebbe stata una brutta botta, penalty che permette a De paul di rifarsi dell’errore di pochi minuti prima, e la fortuna di aver annullato il loro penalty al tramonto della gara, regalato da una sciocchezza di Lopez. Fortuna che si intrinseca con la bravura e i meriti chiaramente, perchè per farti fischiare un rigore devi attaccare e stare in area avversaria, e perchè per parare il rigore un pò di merito il portiere quarantenne ce l’ha avuto.

L’Udinese esce da queste due partite, nelle quali Pozzo aveva chiesto almeno 4 punti a Delneri, con delle certezze in più: Behrami avrà sbagliato il tempo di uscita sul gol di Kurtic, trasformando una triangolazione atalantina in una palla scoperta pagata a caro prezzo, ma quello è stato l’unico errore in una partita perfetta per rigore tattico e intelligenza. Speriamo che l’infortunio che lo ha costretto ad uscire non sia un riacutizzarsi di quello patito con la Sampdoria, perchè a livello muscolare quelle sono magagne che si pagano.

L’altra certezza sono i terzini: nelle settimane passate si era parlato di tornare alla difesa a 3, ebbene con Larsen e Adnan Delneri pare aver trovato i suoi terzini titolari, entrambi dispongono di corsa, tecnica per accompagnare l’azione e crossare a modo, e tigna per contrastare i dirimpettai avversari. Sbalorditivo addirittura il rendimento di Adnan, nelle ultime due gare uno dei migliori in campo, migliorato molto anche a livello di attenzione.

Ora si prosegue con Delneri. Dopo 6 punti si guarda con più ottimismo al futuro e ci si stacca dalla zona rossa.

Il peggio sarà passato?

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