L’OPINIONE – Oddo schiera l’Udinese con logica. Sconfitta immeritata

L’OPINIONE – Oddo schiera l’Udinese con logica. Sconfitta immeritata

Oddo sembra aver raccolto le sensazioni dell’ambiente e schierato la formazione di conseguenza

di Paolo Minotti

Massimo Oddo ha lavorato tutta la settimana nascondendo le sue scelte tecniche e tattiche per imbrigliare il Napoli, ed effettivamente c’è riuscito, schierando la squadra con un 3-5-1-1 secondo logica per una partita del genere, intasando il centrocampo e tornando alla difesa a tre, senza soffrire particolarmente, tanto che anche Scuffet è stato praticamente inoperoso. Le sorprese, come annunciato alla viglia, non sono mancate nemmeno nella scelta dei giocatori, Maxi Lopez e Jankto infatti sono partiti dalla panchina e dei due solo il ceco è entrato nella ripresa al posto di un Fofana ancora lontano dalla forma migliore. Una bella prova di carattere, grinta e corsa resa vana solo dal rigore causato da Angella su Maggio e realizzato da Jorginho in seconda battuta dopo che Scuffet gli aveva parato il primo tiro dal dischetto. Uno Scuffet concentrato e attento che non ha sbagliato nulla, uscite, rilanci e anche con i piedi, perfetto, e che ora è pronto a riprendersi il posto da titolare.

Bene anche Barak, più volte pericoloso con un paio di tiri dalla distanza, così come Balic,che con l’andare dei minuti ha acquisito sicurezza. Solito grande impegno invece per Perica, che non avrà avuto molte occasioni ma ha impegnato ugualmente la difesa del Napoli facendo tanto movimento, sostenuto da De Paul ritornato finalmente al ruolo di mezzala.

Oddo sembra aver raccolto le sensazioni dell’ambiente e schierato la formazione di conseguenza, i tre centrali, Balic in mezzo con Barak e Fofana ai suoi fianchi,Widmer e Adnan laterali, De Paul mezzala e Perica davanti,sapendo tornare a quattro quando entrato anche Bajic, che ha trovato spazio nel finale, anche se ha ancora bisogno di ulteriore minutaggio per togliersi di dosso la ruggine dovuto al poco utilizzo.

Resta solo l’amaro in bocca per una sconfitta immeritata.

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