L’Udinese è in folle

L’Udinese è in folle

La squadra non riesce più ad ingranare la quarta, paga un momento di appannamento fisico e gli infortunati.

di paoloblasotti

Non riescono più ad ingranare la marcia gli uomini di Oddo. Dopo 5 tappe condotte a folle velocità ingranando le marce più alte, nelle ultime due sfide la squadra ha deccellerato e di folle ora c’è solo la marcia posizionata laddove nessun sollecito sull’acceleratore porta ad un cambio di velocità; la squadra sembra proseguire sull’inerzia vertiginosa messa in campo fino alla sfida con il Bologna, ultima sgasata ufficiale, ma senza altre significative sgasate è logico che la velocità stia scemando poco a poco. Ne sono usciti quindi due pareggi, dopo il filotto di vittorie; la squadra non si è fermata, e questo è positivo, ma il brusco rallentamento lascia un pò l’amaro in bocca.

La sfida con la Spal era da vincere, sia per mettere in ghiacciaia il discorso salvezza (anche se per la matematica sarebbe stato da attendere altri 5/6 punti) ma soprattutto per continuare ad alimentare il fuoco della speranza europea. Un obbiettivo, quello dell’Europa League, che, vista la classifica, dovrebbe rappresentare un faro luminoso che possa guidare la squadra a spingere al massimo per non cadere nell’apatia degli scorsi campionati, finiti a marzo subito dopo aver conseguito la matematica salvezza. E invece…

E invece la Spal si è rivelata dura da rodere. L’Udinese l’aveva incanalata anche sui giusti binari la sfida: il gol fortunoso su papera di Gomis aveva condotto la gara in discesa, e considerando il timore reverenziale con la quale la neopromossa si era presentata sul terreno del Friuli, la logica benpensante imponeva di credere che gli uomini di Oddo avrebbero fatto un sol boccone degli ospiti, magari sulla falsa riga del sontuoso 4 a 0 nel derby triveneto con il Verona di un mese fa. L’Udinese invece dopo i primi 40′ discreti dove non ha rischiato nulla grazie all’ottima disposizione in campo, e dopo alcune interessanti fiammate davanti con De Paul nel ruolo di suggeritore per Lasagna e Barak,  si è afflosciata e ha lasciato campo libero al fraseggio degli spallini che poco a poco, già prima del fischio dell’intervallo, avevano ripreso coraggio e speranza.

Se l’avversario non lo finisci, dopo averlo ferito, sia nell’orgoglio che nel morale, è ineluttabile che questi si rialzi e possa vedere la luce della speranza, in luogo di un avversario meno cattivo del preventivabile. Quell’avversario meno cattivo era l’Udinese. La squadra di Oddo aveva spaventato in settimana quella di Semplici per via del suo curriculum degli ultimi 2 mesi; una marcia a ritmi di Champions aveva indotto gli spallini ad un inizio timido e reverenziale. La papera di Gomis che aveva costato il gol, poteva rappresentare l’orlo di un baratro spaventoso, invece l’atteggiamento rinunciatario della squadra di casa, già dopo i primi 40′ ha fatto capire alla Spal che il diavolo non era poi così brutto come veniva dipinto, e nell’intervallo Semplici ha caricato i suoi più sull’autostima che sull’aspetto tattico. Quello, il lavoro tattico, era già stato improntato molto bene dopo sette giorni di ritiro dove gli ospiti avevano lavorato duro . Nella ripresa infatti la squadra di Semplici ha alzato il pressing, accorciato le maglie, accelerato il fraseggio stretto, e ha tolto l’aria ai centrocampisti di Oddo facendoli correre a vuoto. Il gol di Floccari, casuale ma frutto di una dormita dei difensori dell’Udinese, ha aperto gli occhi degli spallini, inducendoli a premere sull’acceleratore ingranando, loro si , la quarta  marcia. Viviani in mezzo l’ha fatta da padrona riducendo Balic ad uno scolaretto, Lazzari sulla fascia ha imperversato facendo soffrire Pezzella e salvando su Lasagna un contropiede che poteva essere micidiale. Kurtic ha prevalso nel duello con Jankto e Grassi su quello di un abulico Barak (per il ceco ben 10 palloni persi). Con queste premesse è stata più la Spal ad andare vicina al gol del 2 a 1 che non l’Udinese. Gli uomini di Oddo sono parsi sulle gambe: arrivavano secondi sul pallone, perdevano molti duelli individuali e faticavano persino a ripartire laddove la Spal, spinta da una trance agonistica nella ricerca del gol vittoria, prestava il fianco a potenziali letali contropiedi. Il manifesto della partita è stato appunto il tackle risolutivo di Lazzari a stoppare un’incursione di Lasagna imbeccato da De Paul in una di queste ripartenze che poteva sembrare letale. L’altro fotogramma che cristallizza la gara è di Bizzarri, che ha dovuto mettere alla prova i suoi riflessi da 40nne sulla bomba calciata al volo di collo pieno da Grassi.

Oddo ha provato ad aggiungere una punta in più (Maxi Lopez) garantendosi un pò di equilibrio con Halfredson, ma gli uomini di Semplici ne avevano davvero di più. 46 palle perse dall’Udinese testimoniano una difficoltà imbarazzante non solo nel fraseggio, ma anche nelle semplici ripartenze, tema tattico preferito dagli uomini di Oddo.

Insomma, 2 punti persi o 1 guadagnato? Forse più il secondo. Non è l’unico degli interrogativi che assilleranno Oddo questa settimana  irta di impegni, all’orizzonte ci sono Lazio e Genoa. Tempo per riflettere a lungo non c’è. I fatti dicono che l’Udinese non riesce più a viaggiare a ritmi elevati per più di un tempo. Ieri il primo, a Verona il secondo. Vero le assenze possono rappresentare un buon alibi: Behrami Widmer Adnan sono difficile da regalare, soprattutto se anche poi Larsen hanno dovuto incerottarlo per farlo scendere in campo. L’impressione è che dopo 3 mesi a gran ritmo ora la squadra stia tirando il fiato. 3 mesi….perchè anche con Del neri, da Ottobre in su, la squadra macinava km ad alta intensità tanto è vero che i dati della Lega calcio riportavano come l’Udinese fosse tra le squadre che correvano di più; ok lo faceva male, magari si correva a vuoto e i risultati non arrivavano, ma il carburante c’era. L’arrivo di Oddo ha permesso di ottimizzare la buona condizione lasciata in eredità da Del Neri, ma ora un calo fisiologico ci può stare.

Occorre recuperare quanto prima energie fresche, e qualche infortunato. Dal mercato forse più di un Zampano per puntellare la difesa non arriverà. E allora sotto con la  super Lazio di Simone Inzaghi, che semina gli avversari sotto valanghe di gol. Lazio che nel frattempo ha perso Immobile. Chissà, Magari anche per noi, come per la Spal, il diavolo può essere meno brutto di come viene dipinto.

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