L’Udinese suona la quinta sinfonia

L’Udinese suona la quinta sinfonia

Ennesima prova di maturità superata contro una squadra forte e in salute come il Bologna

di paoloblasotti

Al Dall’Ara l’Udinese ingrana la quinta marcia, saluta tutti e se ne va. Espugnato anche il campo dei felsinei, squadra ostica e in salute ed ennesima prova di maturità superata. La serie di 8 succssi di fila di Guidolin versione 2012/13 e Marino 2008/09 sono nel mirino e a questo punto non impossibili da raggiungere considerando anche il calendario.

Ma veniamo alla partita. Non è stato agevole portare via i tre punti. Il primo tempo è stato molto tattico e di studio laddove i centrocampisti di Donandoni con Rogj Donsha e Pulgar triplicavano spesso sulle due mezz’ali creative friulane Barak e jankto, impedendo loro di distendere con fluidità la palla in verticale, mentre le punte esterne di Francesco e Destro facevano molto movimento costringendo a raddoppi a tutto campo di un ottimo Behrami (onnipresente) , Danilo Larsen Widmer e Samir. Verdi muovendosi più centralmente tra le linee cercava le traiettorie più velenose possibili per imbeccare le punte e qualche grattacapo lo creava. Tuttavia al di la di un tiro cross ben smanacciato da Bizzarri, i pericoli per il portiere friulano si riducevano al lumicino e lo stesso gol del vantaggio bolognese aveva il crisma della casualità, con percussione centrale di Verdi con tanto di tiro velleitario e deviazione velenosa quanto sfortunata di Danilo. L’Udinese aveva già spaventato Mirante con una bella combinazione Barak Jankto cross per l’ottimo taglio di Lasagna che era andato a concludere. Il pareggio Bianconero non si era fatto attendere, grazie ad una combinazione sempre dalla catena di sinistra, con Jankto che verticalizzava per Adnan e il traversone dell’iracheno che  trovava Widmer solo soletto in area pronto a depositare in rete di testa.

Nella ripresa la mossa che ha spaccato la partita è stata la sostituzione di un Maxi Lopez, avulso alla manovra fin o a quel punto, per De Paul; l’ex Valencia, posizionato a ridosso della punta,  nei primi 15 minuti della ripresa  ha imbucato 3 volte con qualità e precisione i propri compagni davanti la porta: sulla prima Lasagna ha “spaccato” la traversa con un bellissimo movimento a taglio e tiro a incrociare, sulla seconda ha collaborato alla splendida manovra che ha portato al gol vittoria dell’ex Carpi, mentre con la terza ha messo in area Jankto il quale  ha servito il rimorchio di Barak, che  ha impegnato di nuovo Mirante con una castagna delle sue.

Spettacolare l’azione del raddoppio dicevamo, una combinazione con 5 tocchi tutti di prima a pelo d’erba, partiti dalla propria metà campo e culminati con la palla depositata in rete da Lasagna: Danilo, Adnan, Jankto, De Paul, Lasagna: da urlo! Una combinazione del genere onestamente era difficile da vedere anche ai tempi di Guidolin. Manovra che si candida a vincere la palma di miglior transizione-gol della settimana.

Nel finale l’Udinese si è un po abbassata ma ha concesso le briciole al Bologna ( una girata di Destro su schema da piazzato e un’altra conclusione) e anzi è andata più l’Udinese vicina al raddoppio con con almeno 3-4 ripartenze che potevano essere gestite meglio, che non il Bologna al gol del pari.

Vittoria sofferta e meritata quindi. Sofferta conseguita contro una squadra in salute come il Bologna, ma proprio per questo vittoria che ha un significato importante e speciale. In questo filotto di 5 successi l’Udinese ha regolato squadre di tutte le carature della classifica: bassa classifica (Crotone Benevento Verona ) vetta della classifica (Inter) e squadre del suo livello (Bologna); per questo motivo possiamo ritenere superato l’ennesimo esame di maturità.

Fino a 1 mese e mezzo fa, con Del Neri un’azione del genere non era minimamente immaginabile ne dall’allenatore ne tanto meno dai giocatori in campo. Il fatto di esserne stati testimoni ieri   rappresenta il manifesto di come il nuovo corso del Mister Oddo abbia completamente cambiato i connotati tattici di questa squadra, oltre alla mentalità e allo spirito della stessa. Ora gli interpreti sul campo sono consci di quello che devono fare, trovano il compagno nello spazio con tocchi precisi di prima, anche no look, a premiare dei movimenti sincroni e perfetti nello spazio. Nel contempo la solidità palesata dalla squadra nella fase senza palla ha dello sbalorditivo se solo si pensa alla media gol subiti  fino a Novembre: dall’arrivo di Oddo sono stati presi 3 soli gol, dei quali uno su rigore e un autogol fortuito e sfortunato come quello di ieri. Questa squadra in fase difensiva palesa un equilibrio che ricorda le squadre di Capello. e questo è un vero complimento.

Ora nel mirino ci sono Chievo e Spal. Vendicare al Bentegodi la brutta sconfitta della prima di campionato non sarebbe niente male; il Chievo, che ha concesso i primi 3 punti stagionali al Benevento, è avvisato.

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