L’Udinese vede le streghe

L’Udinese vede le streghe

Bella e sfortunata, l’Udinese inciampa sui pali e sull’ex Zapata.

di paoloblasotti

 

 

Non furono coraggio e gloria a mancare ma bensì fortuna.

Si potrebbe sintetizzare cosi la sconfitta di ieri dell’Udinese a Marassi contro la Sampdoria.

Una sconfitta che allunga la striscia (ormai sono 3 i passaggi a vuoto degli uomini di Oddo) , figlia di errori veniali più che gravi e di una Sampdoria abile a cogliere con scientifica precisione ogni minimo errore concesso dalla squadra di Oddo, per tramutarlo in oro al primo tocco.

E’ anche una sconfitta figlia del fato però e questo va detto. All’Udinese sta girando tutto storto, gol annullati, tiri della domenica indovinati da parte degli avversari ( Suso e Under) cross che si tramutano in beffardi arcobaleni che si spengono nel sette, pali e traverse, e il tutto inserito in un contesto di prestazioni tutt’altro che da dimenticare.

Quella di ieri, poi, è stata commentata da Oddo come la migliore da quando allena l’Udinese, pensate un pò.

La migliore prestazione, conseguita con una formazione volutamente senza punte; la necessità che diventa virtù. Dopo la sfoltitura di Gennaio del reparto attaccanti, l’infortunio di Lasagna e la squalifica di Perica, Oddo decide di tenersi Maxi lopez come carta della disperazione (nel senso che bisognerebbe essere disperati per pensare che possa essere lui il risolutore del match) e impacchetta un bel 352 con Balic promosso a regista sul campo e De Paul a ridosso di Jankto. Un modulo ottimo per non offrire punti di riferimento ai blucerchiati, incentrato sugli inserimenti continui delle mezzali (Barak e Fofana) le incursioni di Jankto dalla destra e i movimenti a tergicristallo di De Paul, chiamato a svariare su tutto il fronte offensivo. Oddo sapeva che la Sampdoria sviluppa le sue eleganti trame attraverso la spina dorsale centrale : Torreira, Ramirez, Caprari e Quagliarella, ma svuota le fasce. Proprio sulle corsie esterne l’Udinese ha provato a far male alla squadra di Gianpaolo, potendo disporre di una costante superiorità numerica, incentrando poi il tema tattico sul più classico, aspetta e riparti, difesa e contropiede, con ripartenze orchestrati su pregevoli trame palla a terra con rimorchi continui delle mezzali, degli esterni, e….delle punte. Guardiola sosteneva che il centravanti del Barcellona che per anni ha dominato nel mondo, fosse lo spazio. Ecco l’idea del finto nueve di Oddo poggia le basi su questa architettura tattica, che, bisogna dirlo, l’Udinese ha saputo interpretare piuttosto bene.

L’Udinese ha creato di più, è partita meglio, si è rialzata dopo il gol preso, ha sprecato, e ha sbattuto contro la sfortuna (i pali) prima che la stessa la facesse capitolare, con una volata coast to coast di Zapata, che pur senza cercare la conclusione ha trovato il gol che ha chiuso il match. Solo per l’amarcord l’autorete di Silvestre su tiro cross di Adnan.

Il tema tattico interpretato dall’Udinese era intriso di maggior sostanza di quello della bella Sampdoria, tutto svolazzi e ricami, ma gli episodi determinano le partite, e questi ultimi sono stati tutti amici della squadra di Gianpaolo.

L’Udinese è stata bella non perfetta. Non vince chi è perfetto  ma chi sbaglia di meno, ha sottolineato Oddo. In questo contesto significativo è stato l’errore commesso dall’impianto difensivo friulano di lasciar tutto solo in mezzo all’area Silvestre (fortunato comunque nel farsi raggiungere dal pallone dopo un rimpallo), mentre su un errore analogo dall’altra parte, dopo un cross di De Paul a a pescare un solo soletto Widmer, lo svizzero ha gettato alle ortiche la possibilità di conseguire un legittimo pareggio già all’ora del The.

Episodi quindi, errori certo, ma anche scalogna.

Ritengo che l’Udinese debba continuare con questo spartito tattico almeno fino a che non sarà di nuovo abile Lasagna. Senza punte abbiamo visto gioco e occasioni, e sicuramente il fatturato offensivo è apparso più generoso di quello prodotto dal modulo con la punta, specie se la punta non si chiama Di natale ma bensi Perica o Lopez.

L’idea di Oddo di spalmare la buona e vasta linfa della linea mediana, forse il reparto più dotato dei bianconeri, a coprire con un riporto l’inadeguatezza della flotta punte, pare un’idea che merita assolutamente conferma.

Per il resto l’Udinese sta facendo il suo campionato da centro classifica. L’organico è da colonna sinistra della stessa non di più. Con un Lasagna in più avremmo congelato meglio questa posizione di classifica, più che alimentare velleità da europa (altre compagini sono più attrezzate ) ne l’acquisto di chicchessia a Gennaio, non avrebbe alzato più di tanto l’asticella. Credo che l’obbiettivo dell’ottavo-decimo posto sia assolutamente alla portata per questa squadra, che giocando così, quando la dea bendata tornerà a strizzarle l’occhio, riprenderà a fare sicuramente punti.

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