Pussetto ora è l’arma in più dell’Udinese

Pussetto ora è l’arma in più dell’Udinese

C’è molto da fare, ma intanto si è scoperto che davano Pussetto non è un oggetto misterioso, anzi. E va sfruttato

di Redazione

La nuova Udinese di Nicola, al di là del modo di stare in campo adattandosi a un avversario come la Roma (mossa vincente del tecnico), ha espresso soprattutto una novità. Complice l’assenza diLasagna, Pussetto è divenuto la punta che tanto si cercava.

De Paul accanto l’ha esaltato, ma anche l’altro argentino che per la prima volta interpretava quel ruolo dopo aver vagato (senza infamia e senza lode sulle fasce), ha mostrato che lì può fare molto. Alla faccia di Lasagna? Presto per dirlo. L’evoluzione naturale della specie (bianconeri) non può essere veloce. Serve tempo, un risultato positivo non fa primavera, ma certo è che l’astenia di gol davanti (Rodrigo è il capocannoniere  non è una prima punta) apre il dibattito.

Lasagna De Paul e Pussetto possono formare u tridente? Difficile che il numero 10 possa giocare da trequartista (seppur moderno) come facevano i vari Baggio, Carbone o Mancini per citare i più famosi 10 del passato (Del Piero era già una punta, seppur no prima). Fare paragoni col tridente di Zaccheroni o di Marino è irriverente perché Bierhoff, Amoroso e Poggi, c’ì come Quagliarella, Pepe e Di Natale avevano caratteristiche complementari, ma avevano anche una squadra che li supportava.

Oggi il tridente è affascinante come idea,a ma non bisogna scordarsi che il male oscuro di questa Udinese degli ultimi anni è stato proprio il fatto che sbilanciandosi ha preso troppi gol. Anche senza sbilanciarsi l’ha fatto e, infatti, il pelo nell’uovo nella gara contro la Roma è stato proprio non segnare una seconda rete.

Che farà allora Nicola a Reggio Emilia? Il Sassuolo, ferito dal ko con l’Empoli, vuole riprendersi la scena  e De Zerbi è uno degli allenatori che produce il gioco più dinamico in Italia. Serve coprire gli spazi e non sbilanciarsi, altrimenti si rischia grosso. Per cui è plausibile confermare Pussetto con De Paul? sì, specie visto che Lasagna ad occhi necessita di rifiatare per riprendersela scena.

Ma poi? Servirà coraggio tattico e disponibilità della squadra, con siete anche drastiche. Fofana in mezzo non serve in queste condizioni e non può aiutare  supportare un tridente, anche se questo si sacrifica in fase di non possesso. Attendiamo Barak, che però ha in mente il mercato a sentire le fonti interne che lo conoscono. Poi c’è da capire se la difesa rimarrà a 4 o tornerà a tre.

Insomma c’è molto da fare, ma intanto si è scoperto che davano Pussetto non è un oggetto misterioso, anzi. E va sfruttato, senza lasciare da parete né de pausa né tanto meno Lasagna. Nicola è qui che si giocherà l’equilibrio che servirà a riprendersi. Ma per arrivarci deve compattare uno spogliatoio che da anni non ha leader che possano dettare legge coadiuvato l’allenatore. I problemi rimangono, ma l’ottimismo per alcune scelte fatte c’è.

 

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