Quei sei gol al Friuli: l’Udinese vuole provare d’esser cambiata

Quei sei gol al Friuli: l’Udinese vuole provare d’esser cambiata

Sei le reti incassate dai friulani nel match d’andata contro la Juve a ottobre. Domenica ci si attende una prestazione diversa dai ragazzi di Oddo.

di Redazione

Sei gol presi, di cui quattro col vantaggio non trascurabile di un uomo in più. Se poi si considera il ruolo del giocatore espulso in quel match – attaccante, seppur definire oggi Mario Mandzukic in tal modo possa sembrare riduttivo – la portata della storica débâcle incassata dall’Udinese nel nuovo Friuli lo scorso 22 ottobre permea inevitabilmente fra i ricordi che conducono alla gara di domenica prossima allo Stadium di Torino. Sarà di nuovo sfida alla Juventus: contro la Vecchia Signora, per ricucire un orgoglio strappato. Dalla tripletta di Sami Khedira, bomber di scorta, aguzzino che non t’aspetti, dagli incubi di un momento nero per il club di via Candolini. Sembra infatti passata un’era da quella sconfitta, solo la grossa punta di un iceberg che pian piano avrebbe condotto all’affondamento della nave capitanata da mister Delneri. Era la nona giornata di campionato, e i ragazzi di coach Gigi da Aquileia, reduci da sei sconfitte su otto incontri giocati, smentivano i presagi estivi di una salvezza costruita senza affanni.

Gli attuali 33 punti con cui viaggia in classifica la formazione friulana, frutto in gran parte dei nove risultati utili collezionati insieme al subentrato Massimo Oddo, hanno permesso di cancellare parzialmente dalla memoria l’umiliante batosta casalinga di un girone fa, la peggiore dall’apertura del rinnovato impianto dei Rizzi. La squadra è cambiata secondo i dettami del tecnico ex Pescara: non solo è stata accantonata la difesa a quattro – troppo fragile sugli esterni per garantire l’impermeabilità del reparto arretrato – ma, sulla base degli elementi a sua disposizione, Oddo è riuscito, col passare di settimane e allenamenti, a plasmare una formazione che rispecchiasse al meglio le caratteristiche di ogni singolo giocatore. Ali Adnan è avanzato sulla linea dei centrocampisti, pur senza esimersi per questo dai suoi doveri in fase di copertura; dallo spostamento degli esterni han tratto beneficio le mezzali, più libere di svariare in attacco dialogando anche con i compagni sulla fascia. Davanti le combinazioni fra i diversi attaccanti hanno pagato grazie alle capacità di lettura del match da parte del tecnico bianconero, abile nel selezionare i giusti interpreti – anche in corso d’opera – a seconda delle peculiarità dell’avversario affrontato. Cinica in contropiede, rocciosa nei momenti di sofferenza: l’Udinese di Oddo è riuscita ad assumere volti differenti nelle vittorie fin qui ottenute così come in quelle sconfitte dove il gioco proposto dai friulani non ha comunque sfigurato – la gara con la Sampdoria è stata forse fra le più belle, nonostante la sconfitta incassata per mano dei blucerchiati.

Terminale offensivo cardine negli schemi di Massimo Oddo, l’infortunato Kevin Lasagna non potrà prendere parte alla sfida con la Juventus neo-capolista. È questo forse un handicap che preoccupa ancor più dell’entusiasmo post-Tottenham e del desiderio di mantenere il primato degli uomini di Max Allegri. Senza l’ex Carpi l’Udinese è andata in rete solo tre volte, due delle quali grazie alla gentile concessione di un autogol avversario. I dubbi sul sostituto del capocannoniere bianconero verranno probabilmente sciolti in prossimità del match: De Paul insieme a Perica – autore di un gol nel match d’andata – oppure spazio a Jankto e/o Maxi Lopez?

Assenze pesanti, inoltre, quelle di Danilo e Stryger Larsen nel reparto arretrato. Infortunato il primo, squalificato il secondo, i due faranno spazio a Nuytinck e Angella con la consapevolezza di lasciare esposta al potenziale offensivo della Juve una difesa chiamata agli straordinari al fine di evitare repliche di quanto avvenuto lo scorso ottobre al Friuli. I due possono far bene, e lo stesso potremmo dire per tutti i giocatori friulani, la testa sgombra da pensieri di classifica, la mente libera da quell’ansia da prestazione che al contrario potrebbe “affliggere” la Juventus padrona di casa.

Simone Narduzzi

 

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