Riusciremo a fare meglio del Pordenone?

Riusciremo a fare meglio del Pordenone?

Se il Pordenone con una qualità inferiore all’Udinese è riuscita a sbattere in faccia all’Inter ottime trame di gioco, perchè non dovrebbe riuscire a farlo l’Udinese?

di paoloblasotti

La splendida partita dei ramarri di martedi sera ha raccontato un paio di verità:

Innanzitutto questo storico match rivaluta l’8 a 3 con il quale l’Udinese ha passeggiato sopra i resti del Perugia; si diceva facile, squadra di serie B, ma sappiamo benissimo che in questa competizione, la coppa Italia, organizzata in modo discutibile con le grandi che giocano sempre in casa nella partita secca contro le piccole, lo sgambetto delle compagini inferiori non sono infrequenti e spesso tante squadre della massima serie vengono eliminate da quelle della serie Cadetta, se non addirittura di Lega Pro.

Il Pordenone aveva eliminato il Cagliari; l’Udinese di Iachini lo scorso anno venne eliminata dallo Spezia e via dicendo, quindi il fatto che la capolista abbia sudato le sette camicie (come i rigori che hanno dovuto calciare per garantirsi il passaggio del turno) contro una squadra di Lega pro, sta a testimoniare che di scontato non c’è nulla, che tutte le partite vanno giocate e che quell’ 8 a 3 che dalla poltrona è parso facile, in realtà di facile aveva ben poco e  senza il massimo impegno profuso dalla compagine di Oddo le cose sarebbero andate in maniera molto diversa.

La seconda considerazione è di natura stilistica e di gioco. Se il Pordenone di Colucci è riuscito a sbattere in faccia all’Inter capolista, triangolazioni, pressing, ricami palla a terra, rimorchi dei centrocampisti al tiro, diagonali difensive e offensive perfette condite con un buon possesso palla, insomma gli ingredienti migliori del caro vecchio giuoco del calcio, allora anche l’Udinese, 2 categorie sopra e con un filino di qualità in più, potrebbe e dovrebbe ostentare tutto ciò e anche di più. Insomma per chi rimarcava anche in passato che l’assenza di gioco in seno alla squadra bianconera dipendesse dalla modesta qualità degli interpreti , sull’onda di commenti del tipo ” povero allenatore cosa vuoi che faccia, non si fanno nozze con fichi secchi…Guidolin aveva altro tra le mani”, beh forse dovrebbe ricredersi e focalizzare l’attenzione sull’allenatore, perchè non è vero che conta poco: la guida tecnica conta tantissimo!

L’impossibilità di vedere bel gioco a Udine, negli ultimi 4 anni , è stata offuscata dalla diceria che la qualità degli interpreti era modesta, e che 4 allenatori non potevano sempre sbagliarsi. Sarà, ma poi si è visto che spesso i giocatori che da qua spiccavano il volo verso altri lidi,  riuscivano (o riescono) sempre a sfondare o a crescere ( Muriel, Zapata, Fernandes, Zielinsky, Guilherme, tutti positivi ora nelle rispettive squadre di Club) mentre gli allenatori da qua allontanati hanno sempre fatto una gran fatica a predicare altrove il loro calcio.

E’ vero Guidolin possedeva   un serbatoio di talento maggiore, e una disponibilità dei uomini superiore, veicolata dai senatori italiani che componevano lo zoccolo duro all’interno dello spogliatoio, ma suvvia, se il Pordenone sa giocare al calcio con una qualità media inferiore agli effettivi bianconeri, non vedo perchè le stesse trame non possano essere replicate dai friulani della sinistra Tagliamento. La qualità media si è abbassata dai tempi di Sanchez ok, ma forse si può andare ben oltre al lancione lungo di Danilo per la Punta che non la prende.

Con Oddo pare che la squadra abbia intrapreso una nuova via; il fraseggio palla a terra che da tempo qua si era estinto dietro una coltre di foschia che fa apparire tenui i ricordi di un tempo glorioso. Il giovane tecnico ha ancora molto da fare sia chiaro; ha risintonizzato la squadra verso un maggiore equilibrio difensivo, improntandola su un attacco cinico che riesce a pungere senza dover creare tantissimo. 3 partite 5 gol realizzati e 1 subito su rigore sono tanta roba; ora ci si aspetta un ulteriore step da raggiungere, migliorare le trame e i movimenti in fase di possesso. Oddo sta indottrinando i suoi facendo loro cambiare la mentalità che prima era incentrata alla paura della gestione della palla e ora dovrebbe fondarsi sulla tranquillità della stessa e sul coniugare possesso palla, movimenti senza di essa e verticalizzazioni con schemi da mandare a memoria.

Sabato tocca ai bianconeri affrontare la capolista al Meazza, farà un figurone come il Pordenone di Colucci, o un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni?

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