Roma addio Olimpiadi. Anche Udine ne risente

Roma addio Olimpiadi. Anche Udine ne risente

La scelta del sindaco di Roma, Raggi, di rinunciare definitiva,ente a candidarsi perle Olimpiadi del 2024 è logica e consolidata dagli sperperi passati (vedi Italia ’90). Ma a perdere non è solo la Capitale, ma l’intero Paese che sembra non avere più possibilità e a perderci è ancora una volta lo sport

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Il ‘no’ definitivo a Roma 2024 dal sindaco Raggi arriverà ufficialmente solo dopo le paralimpiadi di Rio. Ma non ci sarà nessun ripensamento. E il mondo dello sport si lecca le ferite già adesso: opportunità mancata o scelta logica? Difficile dirlo. Le ragioni stanno da entrambe le parti.

Chi difendeva le Olimpiadi nella Capitale sapeva bene che sarebbero state una risorsa incredibile per sistemare non solo la città, ma anche le infrastrutture del Paese. Ovviamente se la pioggia di miliardi che sarebbe arrivata fosse stata spesa nel modo corretto. ‘Italia 90’ è un monito però ancora troppo fresco per capire che anche chi si è battuto contro la scelta di candidarsi ha le sue ragioni ben consolidate. Sprechi, corruzione, opere inutili o mai terminate sono all’ordine del giorno nel Belpaese e altri sperperi in tempi come questi sarebbero solo il colpo di grazia.

Certo l’Italia perde una grande opportunità, e con lei la perdoni anche città come Udine che avrebbero ospitato eventi correlati (lo Stadio Friuli per il torneo di calcio).

Ma la stessa Italia deve fare mea culpa per quanto non fatto in questi decenni: si sono persi due europei di calcio consecutivi per barbarie progettuali e mancanze abbastanza evidente. L’Italia di oggi non offre sicurezze e di questo non è colpa né un sindaco né chi ama lo sport (vedi Malagò) e avrebbe voluto avere una possibilità ancora. Questo paese le sue carte se l’è giocate già e male.

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