Solo Di Natale può mettere il punto finale al suo libro

Solo Di Natale può mettere il punto finale al suo libro

In una ridda di voci che si susseguono, di parole, di interrogativi, solo Di Natale può spiegare e decidere quando dire basta col calcio

I mal di pancia di Totò Di Natale ci accompagnano da anni: vezzi e privilegi di uno che ha segnato come nessuno mai nella storia ultra centenaria dell’Udinese. Questo carattere, però, non sempre è piaciuto ai tifosi, che lo amano e per sempre gli diranno grazie, ma non gli hanno risparmiato nemmeno le critiche.

L’ultima volta è successo a Napoli, tre settimane fa: il capitano per l’ennesima volta diserta la trasferta nella sua città.  Forse, però, la cosa che non è piaciuta a molte persone è il fatto che da buon capitano poteva lo stesso seguire i compagni in terra partenopea.

Può solo questo contrasto aver contribuito a quello che oggi molti definiscono ‹ un caso ›? Intanto serve capire se davvero dietro a questo polverone ci sia davvero un caso. Quante vuole Totò si è detto che smettesse, che avrebbe dato annunci solenni per poi, invece, scoprire, che è sempre stato lì al suo posto? Insomma il toto-Totò ci ha accompagnato per anni, tanto che oggi a chi grida ‹ al lupo › non tutti gli credono.

Allenamenti sotto la lente per capire se davvero esiste qualcosa? Suvvia, da anni Di Natale si gestisce da solo, non è di certo Colantuono a doverlo allenare diversamente.

Rapporti tesi? Totò non è mai stato uno ‹ facile ›, ma pensare che abbandoni la nave nel mezzo del suo viaggio tempestoso appare poco realistico. Un giocatore sa qual che può dare e quel che può ricevere dai compagni. Questa Udinese non è un asso, lo sanno oramai tutti, lo sa Di Natale che non per questo si sente meno importante, anzi. Sa bene che non può pretendere di giocare novanta minuti per partita, sa anche che davanti la situazione è precaria, ma allora dove sta il problema?

La risposta ce l’ha solo Di Natale: perché la cosa più scorbutica di tutta la vicenda è proprio il suo silenzio. La logica dice che un capitano non abbandona la nave prima di arrivare al porto, le voci dicono altro, il tutto mentre Paròn Pozzo cerca di chiudere la porta a ulteriori spifferi. Chiuderla definitivamente aiuterebbe a guardare alla cosa più importante, la situazione della squadra. Che ha bisogno di tutto tranne che di ulteriori problemi.

Il resto sono chiacchiere su un campione che è arrivato a fine carriera, ma il cui punto sul suo fantastico libro lo deve mettere lui. Con stile e senza farlo pesare.

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