Suicide squad

Suicide squad

Inizio di stagione disastroso per l’Udinese che nelle prime due uscite ha palesato antiche problematiche. Mancano personalità e una leadership forte. Dopo soli 90 minuti dall’inizio del campionato, la gara di domenica con l’Empoli diventa già sfida-chiave

Voglio una squadra di gente molto cattiva che può fare qualcosa di buono“. Partiamo da una frase dell’ultimo blockbuster Usa Suicide Squad per analizzare il quadro clinico dell’Udinese. In sette giorni i bianconeri si sono ritrovati fuori dalla Coppa Italia per mano dello Spezia e con quattro gol subiti allo stadio Olimpico in 19 minuti per colpa di una Roma che, a detta di molti, sarà la candidata numero uno a “infastidire” la favoritissima Juventus nella corsa scudetto. Non è, dunque, la sconfitta all’esordio che in sè fa male ma, ancora una volta, il modo in cui è maturata.

Aldilà degli errori dei singoli, sui quali mister Giuseppe Iachini potrà intervenire attraverso allenamenti mirati, dobbiamo porre in evidenza l’atteggiamento rinunciatario del team bianconero. E’ bastato un affondo della Roma – tra l’altro su calcio di rigore – per cancellare l’ottimo primo tempo disputato da Karnezis & co. La mancanza di reazione dopo lo svantaggio, già emerso nella gara con la Spezia, è l’aspetto più preoccupante di questo avvio di stagione ed è un limite già rilevato nel recente passato. Quante volte abbiamo sentito dire Guidolin prima, Stramaccioni, Colantuono e De Canio poi: “Ci vorrebbe più cattiveria“? Discorso valido sia per la difesa, allae volte troppo “distratta”, sia per l’attacco, che spesso fallisce quel famoso “ultimo passaggio”. Diciamo che all’Udinese, più in generale, manca la giusta tenacia nel cercare di riequilibrare o ribaltare un risultato sfavorevole. Alla prima difficoltà, invece, assistiamo a una resa quasi unanime.

Perchè? Innanzitutto manca una leadership forte. A una squadra alla quale, stagione dopo stagione, è stata spezzata la colonna vertebrale servirebbe un capitano dotato di grandissima personalità, un Ivan Zaytsev prestato al calcio per intenderci. La sensazione è che Danilo, nonostante la grande esperienza e la lunga militanza in bianconero, non riesca a fare davvero la differenza nello spogliatoio e in campo. E’ ovvio che siamo solo all’inizio della stagione e ci vuole tempo per ricostruire il gruppo, ma ciò che preoccupa è che certi problemi sono datati e, nonostante cambino interpreti e allenatori, rimangano irrisolti.

A questo punto, diventa già “decisiva” – lo so, fa sorridere utilizzare questa parola dopo un solo turno di campionato – la gara interna di domenica sera contro l’Empoli. Muovere la classifica sarà fondamentale sia per riprendere coraggio dopo due batoste consecutive che per non “macchiare” ulteriormente lo score interno dello stadio Friuli. Oltre che per interrompere una pessima abitudine dello scorso anno: “foraggiare” le dirette rivali nella corsa salvezza. Insomma contro i toscani, cara Udinese, ti vogliamo un po’ più “Suicide Squad” e meno “Marshmallow Team“.

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