The long and winding road

The long and winding road

The long and winding road, la lunga e tortuosa strada, cantavano i Beatles in uno dei loro capolavori. Il cammino dell’Udinese sarà così: più forte degli ultimi anni certamente sulla carta, ma non di certo ai livelli di chi ambisce a più di una salvezza tranquilla. E’ ciò che vuole Delneri?

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L’Udinese va, ma come sempre le luci si confondono tra le ombre. Bella nello sviluppo del gioco a tratti, indisciplinata e distratta in altri casi. Dario Argento , poi, se dovesse dichiarare di cosa ha paura lui, maestro del terrore, probabilmente indicherebbe la difesa dell’Udinese, oramai abbondantemente sopra i 100 gol in 4 stagioni al passivo. Una banda del buco che anche col Frosinone ha visto incassare due reti e alla fine i ciociari potevano recriminare per un terzo mancato.

Insomma c’è da lavorare soprattutto su questo. Difesa a quattro, a tre, a cinque. Sono numeri, il fatto è che la sensazione è che a questa Udinese, finora comunque ben assortita (e con l’attenuante generica di qualche defezione di troppo), ha bisogno ancora di un paio di tasselli, due o tre.

Due terzini che facciano da partner in caso di necessita, anche se quel ruolo è difficile da reperire come un politico che pensa ai cittadini prima che agli interessi del partito. Poi una punta. Thereau va bene ma Lasagna è ancora tuto da scoprire, servirebbe scovare un jolly che non sarà di certo Pavoletti se è questo che pensate. Ma ci sarà anche da sfoltire perché c’è abbondanza e serve avere le pedine giuste al posto giusto.

Insomma col Frosinone si passa il turno, cosa non scontata come si è visto e questo dimostra che non  bastano le scuse come infortuni e gambe pesanti. Serve un’accelerata perché il campionato è ben altra cosa e fra una settimana si comincia.

A centrocampo un uomo davanti alla difesa forse è necessario. Da quando è andato via Allan manca un metronomo. Avere un terzetto fatto solo da incursori da piedi buoni e tanti polmoni è rischioso. Serve un geometra e Behrami, nonostante l’età, se viene calandosi bene nella parte sarebbe forse la pedina mancante. ‘Radiomercato lo dà quasi per fatto’, a meno che il Sion non rilanci. Vedremo.

Poi come detto ci sarà da sfoltire. I prossimi 15 giorni saranno bollenti, (speriamo non anche col clima): giocatori tesi per capire chi resterà davvero e chi andrà via (Widmer piace sempre a molti), tensione per il campionato e squadra da raffinare.

Dietro ci sarà da fare il lavoro più tosto perché alla prima col Chievo mancherà Widmer e Wague non è di certo una cima come terzino. Mancherà Danilo, squalificato, Perica è out al pari dello svizzero (sperare di riaverli per dopo la sosta, con mi muscoli non si scherza), Samir sarà disponibile per fine settembre, primi di ottobre. Insomma è emergenza, ma da necessità serve ottenere virtù. Altrimenti vecchi problemi e vecchie scuse riaffioreranno certamente.

The long and winding road, la lunga e tortuosa strada, cantava i Beatles in uno dei loro sono capolavori. Il cammino dell’Udinese sarà così: più forte degli ultimi anni certamente sulla carta, ma non di certo ai livelli di chi ambisce a più di una salvezza tranquilla. E’ ciò che vuole Delneri?

 

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