Quo vadis, Udinese?

Quo vadis, Udinese?

Il primo mese post campionato sta scivolando via facendo presumere a una rivalutazione più che a una rivoluzione in casa Udinese. Con un primo passo falso e le voci sulla Red Bull che non aiutano a creare di certo entusiasmo

L’Udinese sembra avere una strategia ben chiara sul mercato: dare fiducia a quei giocatori che non si sono ancora espressi al meglio a Udine, prendere altri esperti per tappare qualche buco, riempire con quello che si può le caselle obbligatorie riguardanti vivaio e italiani. Una strategia a dir poco incomprensibile per i tifosi. I quali sembrano attendere prima di dare giudizi, come è normale, ma che di certo non faranno o rinnoveranno l’abbinamento in massa finché non avranno chiara la squadra per il prossimo campionato.

DALLA RIVOLUZIONE ALLA RIVALUTAZIONE L’aria di rivoluzione ventilata da Paròn Pozzo, è diventata presto un’aria di rivalutazione. Con gli affari in uscita in primo piano. Certamente se non si vende non si può comprare, ma per ora gli obiettivi sembrano molto vaghi. Zielinski, Widmer, Zapata, sono diventate le gemme da sacrificare. Danilo, Badu e Fernandes gli scontenti da accontentare vendendoli (a caro prezzo).
In entrata per ora si registrano solo il misterioso Hamdi (che difficilmente dovrebbepartire titolare), El Arabi e Foulqueir, rimasugli della cessione del Granada. Valdifiori sembra preferire altre destinazioni, ma come lui anche altri non vedono più Udine come una destinazione gradita.

UDINE EX ISOLA FELICE Qua e là, nell’ambiente del calcio, si è sparsa la voce che comunque è il  Watford al centro degli interessi, per cui giocare nell’Udinese significa al massimo puntare alla salvezza. Troppo poco, se sommato a ingaggi modesti, per convincere qualcuno ad accettare un progetto che, in effetti, non è chiaro.  Il tutto mentre a Londra si parla di Pereyra, Chambers, Maggio, giocatori che di certo non sono di secondo piano. E’ difficile per Gino Pozzo spiegare dove sia il guadagno per l’Udinese. Forse (ribadiamo il forse) tornerà Angella per cercare di smentire la regola che chi parte per Londra non fa ritorno. Ma intanto Peñaranda, Success, e altri giovani promettenti vanno là, facendo presumere che mentre a Udine si punta sull’usato sicuro, al Watford si guarda anche al futuro.

RED BULL In tutto questo ci sono quelle voci (per ora ancora lontane) di un possibile ingresso di capitali esteri nel club. Prima le voci sui cinesi, poi quelle più insistenti (e concrete) della Red Bull. Smentite per da Magda Pozzo, la responsabile del marketing bianconero. Ma anche a Granada ci furono smentite, per cui questa indiscrezione sta facendo preoccupare non poco l’ala più conservatrice del tifo friulano, con i Ragazzi della Nord già in allarme. Al di là delle considerazioni specifiche, la mancanza di progettualità che si percepisce, dà credito alle voci di cessione. Magari non subito, ma per molti lo Stadio Friuli rifatto è stata una ristrutturazione necessaria per vendere meglio il prodotto.

MAGLIE & C Senza tralasciare i primi passi falsi fatti dal club, come la presentazione delle maglie in anteprima agli sponsor, invece di prediligere il contatto diretto con il popolo bianconero. Un segnale anche questo di come le parole marketing e business siano oramai fondamentali e, forse, prioritarie.

Il mercato è appena cominciato, siamo tutti d’accordo, così come siamo d’accordo che servono i fatti per giudicare e non le voci: ma urgono movimenti mirati e pragmatici, non solo toppe per cercare di limitare i danni a partenze certe e carenze datate, urgono mosse verso il pubblico urge capire che se l’Udinese è ancora in A è probabilmente per demerito altrui (o sfortuna), più che per merito proprio (o fortuna). Per cui serve rinforzare la squadra, non pensare solo a puntellarla.

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