Udinese: buon punto, squadra ritrovata

Udinese: buon punto, squadra ritrovata

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La scorsa settimana ci interrogavamo ancora se le ultime vittorie della squadra fossero frutto di lampi di luce nel grigiore al quale l’Udinese degli anni passati ci aveva abituato, oppure se fossero i segnali di un cambio di marcia e di una rinascita da tanto tempo sperata. Ora abbiamo la risposta.

Il punto conquistato ieri sera contro il Torino vale molto di più di quello che è il suo valore ai fini della classifica. Non solo perché ottenuto contro una squadra più attrezzata di quella friulana e costruita per conquistare un posto in Europa League, ma soprattutto perché spazza via le ombre del recente passato dando continuità sia di prestazioni sia di risultati positivi.

L’Udinese nel primo tempo ha un po’ subito la superiorità dell’avversario ed è andata in svantaggio, ma per la seconda volta ha avuto la forza e la personalità per non perdersi d’animo, resistere e provare a recuperare la partita. Merito anche di Del Neri che ha saputo cambiare la squadra in corsa. Con un po’ di fortuna quindi é riuscita addirittura a ribaltare il risultato e nel finale, dopo il pareggio dei granata, ha rischiato pure di vincere. Il pareggio è stato il risultato più giusto, ma alla fine sono stati i tifosi friulani a mettersi le mani nei capelli dopo il colpo di testa di Badu e il diagonale di Zapata.

Finalmente vediamo una squadra che lotta e segna con più facilità. Ci sono molte cose su cui lavorare, come dice mister Del Neri, in particolare sulla velocità della manovra e magari su maggiore solidità in difesa, ma il punto di partenza e buono. Finalmente i tifosi possono guardare la squadra con più serenità, sapendo che l’atteggiamento è quello giusto e che, con un pizzico di fortuna, può giocarsela con chiunque. Le uniche note un po’ stonate a mio avviso sono state Kums e De Paul: dal regista belga ci aspettiamo molto di più, in particolare nella fase di costruzione del gioco; dall’argentino invece maggiore costanza, fantasia e concretezza, ma l’età e l’andamento attuale della squadra fanno sì che possa lavorare e cercare di migliorarsi con serenità, nonostante il gran peso di quella maglia numero dieci.

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