Udinese, divagazioni sul tema

Udinese, divagazioni sul tema

L’Udinese ha en impresso il cartello lavori in corso: tanti giovani che per giocare attendono cessioni illustri, un tecnico che si è calato nella parte imponendo metodologie nuove

La diffidenza è una prerogativa da queste parti, quest’anno è quasi un dovere: dopo tre stagioni (non solo l’ultima come qualcuno tenta i sostenere) a dir poco scarse verso questa Udinese c’è curiosità, ma prima di dare giudizi si aspetta.

Certo gli inguaribili ottimisti ci sono sempre come al contrario i pessimisti cosmici, ma in mezzo c’è tutta una corrente che aspetta i fatti. Oggi come oggi la squadra fatta porta con sé ancora troppi punti interrogativi.

Vanno bene i giovani arrivati, ma di tutti loro ad oggi solo Angella, Fofana e Peñaranda sono da considerarsi possibili titolari. Un difensore, un centrocampista e una punta che però prima di prendere i gradi devono aspettare la cessione di chi gli sta davanti: Danilo o Felipe in difesa, Fernandes e Badu in mezzo, Thereau e Perica davanti. Solo arrivando a queste necessarie cessioni ci sarebbe spazio per i nuovi, che non sono di certo venuti per fare panchina.

A dover amalgamare quindi uno spogliatoio difficile e competitivo non nella maniera migliore ci deve pensare Iachini. Anche su di lui c’è stata diffidenza iniziale quando è stato annunciato, ma inizia a piacere per come si sta proponendo. Poche parole, sempre pacato nelle analisi e non banale, ma soprattutto con una metodologia completamente nuova in campo. Parla molto con i giocatori, gli mostra rispetto, non richiama in maniera prorompente, ma chiede il massimo. Tanta tattica fino all’esaurimento è la novità vera proposta quest’anno. Perché ? Facile: meglio spremere su questo punto quando i giocatori sono freschi, piuttosto che dopo un duro allenamento atletico quando l’attenzione cala. Non per questo non si bada a quest’ultimo punto, solo che prende una posizione diversa rispetto al tradizionale “riscaldamento-parte atletica-parte tattica”.

L’Udinese lavora e lavori in corso è l’unico cartello possibile. Vedere quel che sorgerà è impossibile a dirsi. Sbagliano gli ottimisti a prescindere a pensare che i problemi emersi specialmente l’anno scorso possano svanire con un paio di colpi di spugna, sbagliano i pessimisti a pensare che da un brutto anatroccolo non possa crescere qualcosa di più bello. Serve tempo, serve pazienza. Ma serve soprattutto pensare a una squadra senza troppi generali e con più truppa.

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