Udinese, una coperta mai abbastanza lunga

Udinese, una coperta mai abbastanza lunga

L’Udinese che prende sette gol tra Fiorentina e Inter può recriminare? Intanto le seconde linee non sembrano essere all’altezza e nel mentre il Watford vola

Sentirsi dire ‹ una buona Udinese › fa piacere, ma senza punti hai voglia ad andare avanti con le pacche sulle spalle altrui: la squadra di Colantuono ha il carattere del suo tecnico, pressa alto, sta bene fisicamente, ma perde. Per cui si può davvero parlare di recriminazioni, di episodi, di  una squadra che avrebbe meritato altro?

Sette gol in due gare non sono un caso, non possono esserlo. A Firenze ha regalato di fatto tre reti ingenuamente, lo ha ripetuto con l’Inter che ha preso, ringraziato e portato a casa.

Insomma si può parlare solo di episodi sfortunati, si può recriminare dopo due passivi così pesanti? Sì, certo la prestazione, letta come impegno e pressing, c’è stata, ma quando rovini tutto con errori di uomini chiave (da Badu al Franchi, passando per Edenilson e arrivando a Domizzi, Lodi e Fernandes), non si può forse parlare di prestazione.

Soprattutto l’Udinese chiude il 2015con 8 punti su 24 in casa quest’anno: troppo pochi per un fortino che doveva fare la differenza. I bianconeri commettono ancora troppe ingenuità specie nello stadio dove dovrebbero trovare quella forza e quella concentrazione che fuori dovrebbero essere più difficili da ottenere. Invece va al contrario, ma alla lunga non può reggere questa tendenza.

Troppo poco anche da quelle che Colantuono non vuole sentir chiamare seconde linee: purtroppo l’amara verità è che se l’Udinese al meglio galleggia, dietro non sembrano esserci ancora alternative valide. Domizzi appare sempre più distante dal ruolo che dovrebbe interpretare e il suo addio sembra quasi inevitabile. Non è solo una questione di errori con l’Inter, visto che anche col Milana aveva commesso ingenuità importanti; Fernandes è shakesperiano, un’ombra che cammina un commediante sul palco che grida, ma che ancora non significa nulla. Piris in questa difesa a tre non regge il confronto fisico; davanti oltre ai soliti noti i giovani sembrano ancora troppo acerbi.

Chiaro che in questa situazione si cerchi di pensare al mercato. Paròn Pozzo nasconde le carte abilmente, ma fa capire che a gennaio tra partenze e qualche arrivo ci saranno movimenti. Imperscrutabile quando parla di Zaza o Quagliarella, pragmatico quando sottolinea che chi arriva non può pretendere un  posto che squilibri la squadra: insomma, sembra che ci sia ancora da ragionare sui nomi, ma non basterà una sola punta, visto che anche in mezzo le cose traballano.

IL FILM DI UDINESE-INTER


Intanto il Watford vola in classifica e a Udine, anche se sono cose altrui, un senso di invidia nasce spontaneo: la solita domanda, ma certi giocatori davvero non avrebbero fatto comodo? E con una sola squadra invece di tre, le risorse sarebbero state di più o di meno? Solite domande solite risposte che non vale la pena approfondire.

Eppure, intanto, questa Udinese ha tempra, ma offre sempre la sensazione che la coperta non sia mai abbastanza lunga.

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