Udinese: L’anno che verrà

Udinese: L’anno che verrà

Mercato in corso, ma poca costanza ancora apparentemente in una squadra che per il 2019 ha come primo e unico obiettivo la salvezza. Possibilmente tranquilla. Ma…

di Redazione

Udinese, lavori in corso. Il cartello è bene affisso in Piazzale Argentina dove si è lavorato per portare a Udine un laterale sinistro,Marvin Romeo Kwasie Zeegelaar. Nato ad Amsterdam il 12 agosto 1990 da una famiglia di origini surinamesi, Zeegelaar ha completato la sua formazione in uno dei club più prestigiosi al mondo, l’Ajax, riuscendo a debuttare a soli 18 anni in Eredivisie contro il Volendam, grazie alla chance concessagli da mister Marco Van Basten. Dopo essersi messo in mostra finisce (guarda guarda…)  al Watford nell’estate del 2017, quando mister Marco Silva decide di impiegarlo dal primo minuto nella sfida con il West Ham, vinta dagli Hornets per 2-0. Dopo una stagione e mezza in Inghilterra, senza però stupire, eccolo a Udine all’ombra di D’Alessandro, sempre che Nicola continui come sembra col 3-5-2.

Altro arrivo Okaka, anche lui via Watford e vecchia conoscenza della Serie A. Attaccante di buona stazza deve vedersela con Lasagna e un Pussetto in gran spolvero, con De Paul che rimane l’incognita di questo campionato. Buoni piedi, ma a volte troppo innamorato del pallone, rimane il cannoniere della squadra, ma ha un ruolo ibrido da trequartista che forse toglie spazio ad altre soluzioni più concrete. Insomma, croce e delizia. L’Inter lo vuole, ma l’Udinese vorrebbe cederlo a giugno. Si vedrà, perché troppa concorrenza fa male.

scuffet se n’è andato in Turchia e al suo posto torna Perisan. Simone è stato “bruciato” letteralmente, anche se Musso è decisamente all’altezza.

Rimane però una difesa che da anni prende troppi gol e commette troppe disattenzioni (anche col Padova si sono viste). Rimane un centrocampo fisico e forse un po’ indisciplinato (Fofana non è certo una cima e Barak per adesso rimane ai margini).

Per adesso si è cambiata quindi qualche pedina, ma la salvezza passa per quota 38 (forse meno), ma l’Udinese non deve cadere nel tranello di fare calcoli. Negli anni scorsi si è chiusa l’andata con molti punti in più e la logica dice che adesso inizierà un periodo tosto, con una condizione fisica che non si sa quanto reggerà, con il mercato estivo che inizierà a essere sempre più un qualcosa di peggio di una semplice distrazione, complici anche procuratori sempre troppo presenti. Poi Nicola dovrà essere bravo a gestire una rosa omogenea e numerosa, dove chi sta fuori, come negli anni scorsi, rischi di essere una mina vagante. Del resto quando mancano gerarchie e uomini leader in campo il rischio c’è, nel recente passato lo si è visto bene.

Si riparte dal Parma, sabato alle 18. All’andata fu un pari sofferto, oggi i ducali sono in corsa addirittura per l’Europa. Non sarà facile e col Fagagna Nicola ha provato una formazione che potrebbe anche quella che scenderà in campo al Friuli sabato sera.

Al di là dei gol (in spolvero Lasagna), l’undici si è schierato con Musso; Stryger, Coulibaly ( a volte ritornano), Opoku; Nuytinck, Lasagna, Balic (in partenza in prestito), D’Alessandro, Okaka, De Paul ed Ekong. Quel che conta sarà però l’atteggiamento contro gli emiliani. Per questo si deve lavorare sula testa, per questo Nicola lavoro molto anche sulle palle inattive, specie in fase difensiva.

Si riparte dunque, ma l’Udinese deve dare di più questo è certo: il Cagliari, La Spal, l’Empoli e il Bologna, ma anche il Frosinone può rientrare tranquillamente in corsa sono le concorrenti. Tutte per ora alla pari sul piano tecnico, ma con ml’Udinese che sembra ancora vivere più sulle disgrazie altrui che sui propri meriti. Vedremo.

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