Uno stadio che farebbe impazzire Tiziano Ferro

Uno stadio che farebbe impazzire Tiziano Ferro

Riascoltando la canzone composta dal cantautore romano nel 2014, emergono alcune analogie con la spettacolare prestazione dell’Udinese contro il Napoli. Vivacità, spirito di sacrificio, voglia di emergere: sono questi gli ingredienti che hanno consentito al team di De Canio di emozionare il numeroso pubblico presente

E in ogni stadio c’è una storia/Il timore, l’amore/La fine di una vita, il principio di altre mille/Ed una voce, un coro, che spaccano il cielo/E cambieremo ilCadena Dial Awards in Tenerife mondo, ma cambierà davvero/… Partiamo dalle note del noto brano di Tiziano Ferro “Lo stadio” per rivivere qualche attimo della gara tra Udinese e Napoli. Chissà quante volte, negli ultimi dieci anni, il patron bianconero Gianpaolo Pozzo ha sognato di vedere la sua squadra vincere contro una squadra di vertice in un impianto rinnovato e traboccante di tifosi. Il sogno si è realizzato domenica, grazie all’incredibile impresa compiuta dalla formazione di Gigi De Canio, che ha riacceso i riflettori dei grandi media sull’Udinese dopo mesi di puro anonimato. Brillanti, vogliosi, divertenti: i ragazzotti bianconeri sono stati irriconoscibili, positivamente parlando. Difficile spiegare una tale metamorfosi avvenuta in sole due settimane e con una pausa per le nazionali nel mezzo. Ovvio che il predecessore di De Canio, Stefano Colantuono, ha fallito clamorosamente, togliendo certezze alla squadra sia dal punto di vista tattico che mentale, ma nessuno poteva immaginare una svolta così “forte”.

Alcuni giocatori sono letteralmente rinati: Silvan Widmer su tutti, ma anche Bruno Fernandes e Thomas Heurtaux, per mesi rimasti ai margini e autentici protagonisti contro il Napoli. Ma allora la squadra c’è o non c’è? E da settembre a oggi ci hanno preso in giro? (in realtà quest’ultima domanda può essere allargata anche alle due precedenti stagioni). La mia sensazione è che quest’anno la squadra sia stata assemblata male, privata di alcuni valori portanti che hanno destabilizzato la serenità all’interno dello spogliatoio e affidata inizialmente all’allenatore sbagliato, ma anche che abbia un potenziale fin qui nascosto, esploso a sorpresa in una delle domeniche più complicate. Perché vogliamo ribadirlo a gran voce: se il Napoli ha perso la testa è perché ha trovato di fronte un’Udinese molto più “viva” rispetto a quello che si aspettava, un’Udinese capace di disinnescare ogni tentativo (o quasi) di Higuain e compagni. Chiaro, dunque, che sono più i meriti dell’Udinese che i demeriti degli ospiti. Il cammino per la salvezza non è concluso, improvvisamente però le nubi si sono diradate.

Ma in quest’analisi non posso non tenere conto dell’apporto che (ancora una volta) ha fornito il popolo friulano. Straordinario il tifo sugli spalti che ha annullato in pochi istanti quello dei supporters ospiti, presenti in gran numero non solo in Curva Sud ma anche in altri settori. Domenica si è visto uno stadio calorosissimo, vero dodicesimo uomo in campo. La squadra ha acceso il pubblico, che a sua volta ha trascinato i giocatori alla vittoria fino al 96′. Questa è la magia di cui tanto si è parlato in passato, amplificata da un risultato netto, frutto di palpitanti episodi e gesti tecnici importanti. Una cartolina ripresa dalle principali emittenti televisive nazionali (e non solo), che ha dato lustro e prestigio all’opera bianconera. Abbiamo dovuto attendere quasi un intero campionato per capire il reale valore di questo stadio. E la stagione non è ancora finita. Lasciamo ancora un po’ di spazio alle emozioni, perché come dice Tiziano (che sarebbe un ospite eccezionale in questo meraviglioso impianto) …in ogni stadio c’è la musica tutta la notte/Persone vere, di cuore o corrotte/Ma al confine di un solo universo d’amore, d’amore/Lo stadio!

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