Sacilese, Giacomini: “Trattato senza rispetto”

Sacilese, Giacomini: “Trattato senza rispetto”

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A Sacile è scoppiato il ‘caso’ Simone Giacomini. Il forte difensore dei liventini è stato, infatti, ‘tagliato’ dal club. Il suo sfogo sui social network ha riempito i quotidiani locali, ma il giocatore ci tiene ad aggiungere anche altri aspetti di questa vicenda:  “Il presidente appena arrivato mi parlava, mi chiedeva di tenere unito lo spogliatoio impostando un certo tipo di discorso. Invece…”.

Invece siamo arrivati ad oggi con lo spogliatoio biancorosso ovviamente turbato: “I compagni l’hanno presa male, volevano addirittura non scendere in campo nella prossima partita. Ovviamente non possono farlo, ma adesso non c’è di certo entusiasmo. Anche loro sono molto preoccupati per la situazione che si è creata. Ma soprattutto non c’è una società alle spalle. Con i compagni mi sento ancora, so che continueranno a dare il meglio, ma so anche che sono turbati”.

Anche Mister Bisioli risentirà di questa scelta: “Anche lui è intervenuto per chiedere spiegazioni che non sono state date. Non so quale sia la sua situazione, so solo che i giocatori proposti alla società per rinforzarci sono stati rifiutati. Altresì sono arrivati quelli portati dal presidente per ruoli già peraltro coperti e il tecnico dovrà fare con questo”.

Ora per Giacomini c’è la speranza di essere reintegrato al Tamai (dalla quale era in prestito), altrimenti deve rimanere fermo fino a gennaio, quando si riaprirà la lista trasferimenti: “Loro, però,  sono a posto, spero di potermi almeno allenare e poi essere reintegrato. Altrimenti devo stare fermo fino alla riapertura del mercato, ma dopo essere stato fermo sei mesi a causa del regolamento che impone lo stop a chi rientra dall’estero (Giacomini, infatti ha giocato in prima divisione in Romania), ora sarebbe una botta dover saltare altri quattro mesi. Ci tengo anche a ringraziare la famiglia Presotto per quanto fatto. Sacile mi è sembrata subito una buona occasione, la vecchia società mi ha sempre dato fiducia. C’erano anche altre offerte e se avessi davvero pensato solo ai soldi avrei accettato il Portomansué. Ho avuto contatti anche con la Luparese, il Treviso e il Monfalcone, ma ho sempre rifiutato perché mi dispiaceva lasciare un gruppo unito, il mister mi trattava bene, ero contento”.

Oggi, invece, i sentimenti sono contrastanti: “Sono stato trattato senza rispetto, mi sento offeso e ‘incavolato’. Tornare è impossibile,  ora l’unica soluzione potrebbe essere rientrare al Tamai”.

 

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