Ufficiale: Esonerato Colantuono. Ecco De Canio

Ufficiale: Esonerato Colantuono. Ecco De Canio

Ufficiale l’esonero di Stefano Colantuono. Ora toccherà a De Canio portare l’Udinese verso la salvezza. Per lui sarà un ritorno dopo che ha allenato i bianconeri dal 1999 al 2001.

Stefano Colantuono non è più l’allenatore dell’Udinese. Lo ha comunicato alle 13:40 il club bianconero con un comunicato sul suo sito.

Udinese Calcio comunica di aver sollevato dall’incarico il tecnico Stefano Colantuono e il suo staff dalla guida della formazione bianconera.Udinese Calcio ringrazia l’allenatore e i suoi collaboratori per l’impegno e la professionalità profusa in questi mesi di lavoro, augurandole migliori fortune per il proseguimento della carriera professionale.

Per l’Udinese non è stata comunque una scelta facile, i Pozzo avevano investito forte sul tecnico di Anzio facendogli due anni di contratto. Ma soprattutto lo avevano cercato con forza da tempo.

Gigi De Canio è, quindi, il nuovo allenatore dei bianconeri anche se verrà ufficializzato solo in un secondo momento. In queste ore è a Udine per limare gli ultimi dettagli.

Udinese Calcio v Lecce - Serie A
De Canio chiamato al capezzale dell’Udinese firmerà fino a giugno 2016

 

Una scelta quasi dovuta, visto che oramai il rapporto tra Stefano Colantuono e l’ambiente era oramai logoro da tempo. Il tecnico di Anzio ha pagato per i troppi errori commessi, per non aver dato una identità alla squadra e per una classifica che mai come oggi è preoccupante (l’anno scorso Stramaccioni alla 29/ma giornata era  più dodici sulla terzultima).

GLI ERRORI FATALI Gli errori di Colantuono sono stati tanti per non pesare. La gestione del gruppo non è mai stata limpida: dal ‹ caso Di Natale ›, dove il capitano a dicembre sembrava addirittura voler smettere, fino alla gestione di tutti i senatori,  Domizzi, Pasquale, gente che poteva dare una mano se non in campo almeno fuori, tutti accantonati troppo frettolosamente. Ma non solo: l’intero gruppo è parso essere stato gestito malamente, con formazioni troppo spesso cambiate e dove la meritocrazia non è sembrata prendere il sopravvento.
Spostamenti di ruoli, una ricerca di cerotti per tamponare una botta, una identità mai vista in campo, sempre alla ricerca di moduli e schemi che non hanno mai dato frutti. Anche il rapporto con i tifosi non è stato all’altezza: il tecnico di Anzio non ha mai legato con l’ambiente e alcune scelte ancora oggi fanno discutere, come quel campo ‹ schermato › che fin dall’autunno ha creato tensioni. Ma sono le gare chiave ad essere state determinanti: sei punti concessi al Palermo, tre al Carpi, tre al Frosinone, sei punti soli nel ritorno sono dati impietosi al di là di tutte le altre questioni. Insomma il destino sembrava segnato, ma le colpe di questa stagione non possono essere imputate solo a lui.

SOCIETA’ Anzi: la società è colpevole quanto il suo allenatore, scelto tra l’altro senza l’appoggio popolare, visto che i tifosi lo scorso anno chiedevano a gran voce Donadoni. Ma non è questo il problema. Il problema è un club che è parso troppo distante dalla sua gente, senza dirigenti presenti nel saper tenere le redini: i soli DG Collavino e il DS Giaretta, seppur bravi, non potevano bastare.
Ma ci sono stati anche altri scivoloni, specie sul mercato dove a gennaio di fatto si è sbugiardato quello estivo. La scelta di perdere via via negli anni  lo zoccolo duro di italiani senza sostituirlo si sta sentendo.

IL RITORNO DELL’EX Si è scelto De Canio, quindi (come detto è già a Udine per firmare). Era il 18 marzo 2001 quando, dopo il ko col Parma, gli fu dato il benservito al secondo anno di guida all’Udinese. Un breve comunicato della società per dirgli addio, che oggi si è tramutato in un arrivederci. “Sono dispiaciuto, ma non faccio alcuna polemica. Qualche errore l’ho fatto ma non voglio rinfocolare polemiche ormai inutili. Sono sereno anche perchè i giocatori mi hanno dimostrato tutta la loro stima. Questo significa che il lavoro svolto era condiviso. Tra noi non c’erano fratture“. Un unico rammarico: “La società mi poteva avvisare. Invece ho saputo dalla stampa le decisioni della famiglia Pozzo“. Una uscita con stile allora, con una squadra che aveva pagato l’avvio anticipato della preparazione a causa dell’Intentato. Allora Pozzo giustificò l’esonero con la necessità di una scossa. Arrivò Spalletti (che guida caso oggi è stato fatale a Colantuono), che portò la nave in porto.
De Canio ha sempre lavorato bene con i giocatori, stringendo con loro un ottimo rapporto, anche se la gestione di Paolo Poggi (che stava per dire addio) rimane un errore di allora. Ma il gruppo era coeso, era con lui e questo sarà determinante anche oggi per riportare tranquillità nello spogliatoio. Gli schemi e i moduli verranno dopo.
Il suo primario compito è riportare un barlume di sorriso in un ambiente cupo e impaurito. I giocatori ci sono (anche tanti), le soluzioni verranno.
Ora c’è inizialmente da pensare al Sassuolo, prima di nove tappe fondamentali. Firma su un contratto che porta la data di scadenza del 30 giugno 2016, l’ufficialità a breve.
Buon viaggio Gigi.

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