Emanuele Rovini, l’erede di Di Natale

Emanuele Rovini, l’erede di Di Natale

L’Udinese ha dato in prestito alla Pistoiese lo scorso anno Emanuele Rovini: il quale ha risposto con gol e tanta classe, ma soprattutto con una duttilità tattica che lo rende più di una promessa

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Chi raccoglierà l’eredità di Antonio Di Natale a Udine? Fare nomi è superfluo, anche perché nessuno riuscirà a fare quello che ha fatto il capitano almeno nell’immediato. La soluzione, però, è forse in casa: crescere qualcuno per vedere se riuscirà a fare dimenticare almeno in parte il campionissimo napoletano.

Un nome ci sarebbe già: Emanuele Rovini, 21 anni di Cecina, cresciuto nell’Empoli e che l’Udinese ha preso tre stagioni fa. In Primavera con mister Mattiussi è esploso (17 gol nel 2013/14), molti già da allora lo paragonavano a Totò. L’anno scorso andò alla Spal, dove pagò alcuni acciacchi. Quest’anno alla Pistoiese ha mostrato il suo valore: 6 gol in 21 presenze e tante piccole magie che in Toscana non sono passate inosservate. “Ero in comproprietà tra Udinese ed Empoli, le società si accordarono per farmi iniziare la stagione in Toscana, così mi ritrovo in prima squadra con Sarri allenatore. A Pistoia c’era Alvini che mi cercava da un paio d’anni, il progetto della Pistoiese mi incuriosiva così ho deciso che poteva essere il posto adatto per crescere e d’accordo con l’Udinese mi sono trasferito qui in prestito”, disse un paio di mesi fa a Gianluca Di Marzio.

Trequartista, seconda punta, esterno d’attacco ed anche  prima punta, proprio come Di Natale: “E’ arrivato un giocatore importante come Corrado Colombo,la sua carriera parla per lui. Dal suo arrivo Alvini mi ha provato come prima punta con lui alle mie spalle nel 3-5-2 e le cose stanno andando molto bene.  Il futuro? Penso che per diventare un grande calciatore devi sempre avere delle ambizioni”.

E a Udine l’ambizione di diventare l’erede di Di Natale è stuzzicante. A giugno rientrerà dal prestito, a luglio partirà col ritiro in bianconero. Poi…Poi si vedrà: ma forse, senza cercare troppo in giro, l’idea di coltivare un giovane così potrebbe essere la soluzione.

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