Marco Tavian: “Voglio una squadra più spregiudicata”

Marco Tavian: “Voglio una squadra più spregiudicata”

La squadra è giovane, può e deve spingere facendo leva su una forza nuova e fresca che non deve vivere nel timore di perdere

di Redazione

Le parole di Marco Tavian, allenatore e noto opinionista di Udinese Tv, sulla difficile sfida che attende i friulani questa domenica allo stadio Friuli.

Un punto in due partite, con quanta fame arriverà la Juve domenica?

La Juve scenderà in campo concentratissima: con un pareggio e una sconfitta nelle ultime due giornate di campionato non si fermerà di certo a far conti, non può concedersi altri errori. La statistica non è quindi a nostro favore, la Juve non ha mai sbagliato tre partite di fila, anche se c’è da dire che il percorso dell’Udinese in casa è diverso rispetto al rendimento in trasferta e, ricordiamolo sempre, mai giungere ad affrontare l’avversario già sconfitti perchè tutte le partite cominciano dallo 0-0. Voglio credere che l’Udinese vera sia quella con la Sampdoria, presente e grintosa, non certo quella con la Fiorentina.

Qual è il vero problema di questa Udinese così altalenante nel rendimento?

E’ difficile capire dove si inceppa il meccanismo e quale sia il vero male della squadra. Con la Fiorentina hanno giocato i dieci undicesimi degli uomini che hanno affrontato la Sampdoria, praticamente gli stessi giocatori per due partite dal volto completamente diverso. Questo fa intendere che è l’approccio mentale vincente a venir meno. Non siamo una squadra esperta, centellinare le forze è non solo infruttuoso ma anche controproducente: a fare mille calcoli e ad essere prudenti non si porta a casa niente. Bisogna scendere in campo con più spregiudicatezza, direi quasi con più arroganza, la squadra è giovane, può e deve spingere facendo leva su una forza nuova e fresca che non deve vivere nel timore di perdere.

Da dove può ripartire la squadra?

L’Udinese ha fatto gol in tutte le partite e hanno segnato ben nove giocatori. Questo significa che tutti partecipano all’azione offensiva, grazie anche al lavoro di Maxi Lopez che si è assunto non solo il compito di finalizzare ma anche quello di costruire il gioco, permettendo quindi anche agli altri di giungere a sfidare il portiere. Senza una vera punta la squadra può arrivare così a non dipendere da nessun singolo, ma solo dal proprio spirito di collaborazione e da una consolidata intesa di gruppo ed è questo da cui bisogna partire per cominciare a costruire qualcosa di importante.

Mister, quale modulo consiglierebbe a Delneri?

A mio avviso ci vorrebbe più chiarezza e stabilità sul modulo tattico. E’ giusto adeguarsi in corso d’opera, tuttavia partire con il 4-3-3 che evidentemente non funziona più come lo scorso anno, costringe a continui adeguamenti che mandano in confusione i giocatori. Io opterei per la variante 4-3-1-2 sfruttando Lasagna più vicino a Maxi Lopez, il quale ha dimostrato di saper difendere benissimo ma non può essere lasciato solo, e De Paul dietro le punte a caricarsi la squadra (purchè tenga meno palla). E poi magari si potrebbe provare a utilizzare gente come Ewandro o Bajic: se la società, sempre brava a scovare talenti, ha creduto in loro, possiamo crederci anche noi.

 

 

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