AAA offresi…

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Chi vuole rimanere a Udine? Offresi società solida, tifosi brontoloni , ma affezionati e che lasciano vivere tranquillo chiunque, ingaggi non altisonanti, ma pagati regolarmente, allenatore giovane preparato e ambizioso, vice allenatore che è insegnante di calcio, nuovo stadio pronto a essere inaugurato la prossima stagione, squadra che – per detta di G. Pozzo – deve ambire da lì in poi all’Europa. 

Detta così è una proposta attraente per molti, ma non per tutti. I calciatori di oggi, si sa, sono molto attenti ad altre cose, come visibilità, soldi, città metropolitane. ‘Sono ragazzi’ dice un famoso duo comico, in effetti i ventenni (ma anche oltre) di oggi badano a cose diverse dai valori dei loro coetanei di un tempo. Inutile girarci attorno: se un giocatore vuole andarsene è meglio che vada. Muriel è l’ultimo esempio di una lunga lista. Che poi abbia ragione o meno lo dirà il tempo, del resto Udine ha lanciato campioni di assoluto valore, ma non può fare miracoli con chi non  vuole saperne.

La nuova stagione, anche se ancora lontana, parte da questo presupposto: perché se da un lato Pozzo ha ammesso che vorrebbe trattenere i giocatori più rappresentativi (al massimo uno ceduto per il bilancio), dall’altro non si può non fare i conti con procuratori e miraggi.

In questo discorso non rientra Allan, arrivato alla consacrazione, ma che a Udine sta bene. Con un ma: serve dare seguito alle parole, sostanza alla squadra. Solo un’Udinese competitiva può far rinunciare a giuste ambizioni in altri club.

I dubbi, guarda guarda, oggi riguardano i vecchi: Di Natale deve sciogliere ancora la riserva sul suo futuro. Sa che non partirà più titolare, ma a Udine sarà sempre il Re. Domizzi in Friuli vorrebbe chiudere la carriera, ma anche lui deve capire che cosa fare da grande, con la prospettiva di non esser più inamovibile con l’esplosione di Wague e l’avvento di Piris (che sarà riscattato con suo sommo piacere).

Felice di rimanere pure Thereau, che alla sua età ha capito che Udine può diventare il punto cardine e finale della carriera. Pinzi, Silva, Pasquale, sono la vecchia guardia che conosce ambiente e costumi e sa cosa può dare ancora. Guilherme dopo l’ambientamento è una prospettiva sul futuro. Scuffet e Meret dovranno dividersi, invece, probabilmente, per una crescita che deve passare dal campo e non dalla panchina. Loro a Udine rimarrebbero, ma il mercato deciderà le sorti in porta.

Per cui chi se ne vuole andare? Apparentemente questa volta l’allenatore ha costruito qualcosa di solido davvero. Dove frasi del tipo ‘verrei a piedi’, sono solo ricordi, ma ci saranno da fare i conti col bilancio, per cui due, tre giocatori saranno sacrificati (Karnezis, Heurtaux, Widmer i candidati).

Semmai la domanda va girata: tra i  molti giocatori in prestito, tra i due-tre innesti importanti che sono previsti, chi vuole arrivare? Quagliarella a gennaio aveva dato già il suo benestare a un eventuale ritorno, Battocchio si sente friulano d’adozione, Ednilson se va via Widmer rientrerà anche se lui sta bene a Genova. Poi in giovani in  prestito: chi torna, con Stra,a deve sapere che ha la massima considerazione, ma il posto in squadra va conquistato giorno dopo giorno. Chi accetterà la scommessa? Questo è il dubbio. Vedi Udine e poi rimani, ma se non  arrivi non puoi capire, l’unica risposta da offrire.

©Mu

 

 

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