De Paul, giusto venderlo subito

De Paul, giusto venderlo subito

L’Inter vuole De Paul subito se vende Peresic. L’Udinese non può perdere questa occasione milionaria e tatticamente giusta

di Redazione

Rodrigo De Paul, fin da quando è arrivato a Udine, ha mostrato quell’arroganza che ad allenatori vecchio stampo non sarebbe di certo piaciuta, perché la personalità è una cosa, m l’umiltà è il primo valore di un vero campione. Prendendosi quella maglia di numero 10 che per qualcuno andava addirittura ritirata in onore di Di Natale, ha mostrato che voleva spaccare il mondo.

Per ora ha spaccato altro. Un giocatore sicuramente dotato tecnicamente, ma come abbiamo sempre scritto, che somiglia a quell’Ortega che con la stessa spregiudicatezza prese nell’argentina il dieci di Maradona. Insomma, uno come Sacchi li avrebbe messi al muro e fatti ragionare, uno come Ferguson gli avrebbe tirato uno scarpino in testa (narra la leggenda che lo ha fato con Beckham). Oggi i giocatori sono viziati,  protetti da presidenti che per loro spendono e dai loro santissimi procuratori assistiti. Fatto sta che De Paul ha deluso, non tanto per le qualità che sicuramente ha (anche se non è un campione), ma perché è un ibrido in campo. Giocando da punta toglie spazio ai compagni di reparto con il vizio di tenere troppo palla, giocando dietro sperpera energie sacrificandosi (gliene va da dato atto), perdendo lucidità in fase sia offensiva sia difensiva. Insomma un lusso.

Che però piace e che l’Inter ha bloccato da tempo, come sa bene chi legge queste modeste pagine. Da tre mesi scriviamo che con i nerazzurri c’è qualcosa di più di qualche contatto, oggi emerge che se va via Peresic, De Paul arriverebbe subito e non a giugno.

Se l’Udinese per una volta ragionasse in maniera logica e calcistica, capirebbe che è un affare, anche se molti tifosi si innamorano di chi si innamora del pallone. Ma con un 3-5-2 (perché questo è e sarà il modulo base a meno di terremoti), De Paul non ha spazio, anzi lo toglie. Non è Sanchez che ha davanti Di Natale, ma non è nemmeno quel giocatore fisico che può arretrare in mezzo, dove tra l’altro toglie spazi agli inserimenti di altri. Insomma se si vuole una squadra logica in campo il sacrificio, o la scelta se vi pare, va fatta e se l’Inter è disposta a prenderlo allora nessuno si scandalizzi se l’Udinese dirà “sì”. Per una volta farebbe una scelta tattica, che poi dovrà essere valutata sul campo, ma dove finalmente Pussetto, Lasagna e Okaka potranno fare e dare quello che possono senza sacrificarsi per un giocatore che, ad oggi, al di là dell’indiscutibile tecnica, ha mostrato poco.

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