Udinese, per ora solo voci

Udinese, per ora solo voci

Il mercato adesso è stantìo. L’Udinese deve prima vendere e poi, eventualmente, acquistare considerando i molti prestiti di rientro.

di Redazione

Spunta il nome di Rade Krunic dell’Empoli. Possibilità di realizzazione? Medio alte: tra l’Udinese e la società toscana c’è sempre stato un ottimo rapporto, il giocatore (nazionale bosniaco) vorrebbe continuare a giocare in A e sarebbe il sostituto di De Paul destinato altrove.

Per ora sembra l’unica voce attendibile tra le mille che siti e giornali propongono senza considerare che in casa bianconera prima si va all’incasso, poi si pensa ai rinforzi. Se non si vende non si compra sintetizzando ai minimi termini.

Per cui si deve attendere se ci sarà il riscatto di Sandro, Mandragora e D’Alessandro (probabilità al 10 per cento), e quello di Wimot, Okaka e Zaagelar (probabilità 5 per cento). In base a questo si dovrà decidere. Se partiranno tutti servirà un mediano davanti alla difesa, uno buono che manca dai tempi di Allan perché nel 3-5-2 è indispensabile, poi un mancino capace, e qualche supporto per la panchina.

Poi molto dipenderà anche da Lasagna. Il giocatore non ha le stesse richieste dell’anno scorso, ovviamente il campionato tra luci e ombre l’ha penalizzato. Non è da escludere che alla fine rimanga, altrimenti serve investire (e parecchio) per una punta da doppia cifra. Pinamonti del Frosinone (assieme a Ciano) sono due nomi da tener d’occhio, ma anche su di loro c’è concorrenza: Samp, Bologna, Genoa, Cagliari, insomma non sarà facile strapparli, specie se le promesse d’ingaggio non saranno adeguate.

Non scordiamoci i prestiti: Jankto dovrebbe rimane alla Samp, mentre a Udine appaiono certi i rientri (poi da verificare la pemanenza) di Bajic, Balic, Pezzella, forse Karnezis, Machis, Adnan, Matos, Perica, Coulibaly, Angella, Wague, Coppolaro, ma anche Danilo e Mallè tra gli altri. Ne abbiamo omesso qualcuno tipo Pontisso e  Coppolaro che sperano di rimanere a giocare titolari altrove. Insomma una schiera dalla quale Tudor dovrà scegliere chi tenere (facendo risparmiare il club su eventuali acquisti) e chi no.

Oggi quindi parlare di arrivi senza capire che c’è prima da piazzare i giocatori di valore (attenzione a Larsen, piace a tanti e c’è Ter Avest per sostituirlo), quindi capitalizzare e poi spendere quel che serve (di solito non molto) per aggiungere i tasselli mancanti.

Ad oggi quindi solo tante voci, ma poca concretezza. Siamo solo a giugno. Solo nella seconda fase di ritiro avremo le idee più chiare di chi sarà parte della rosa 2019/20. Senza scordarsi nemmeno il Watford, il gioiello nuovo di famiglia, con i tifosi degli Hornets che inneggiano a Gino Pozzo ogni santa domenica.

 

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