L’Udinese Academy alza il sipario!

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Nuova stagione per l’Udinese Academy, il cui progetto è stato spiegato in conferenza stampa. “Per me oggi è una giornata importante che da seguito a un progetto comincia l’anno scorso, con obiettivi costruiti con la famiglia Pozzo. Lo sviluppo tecnico sia regionale sia nazionale, lo sviluppo del marchio Udinese Calcio in Italia e all’estero, poi dare importanza all’educazione allo sport e al sociale per la crescita dei giovani. Questi gli input che ho raccolto con entusiasmo, e da qui lo ho presentato ai partner che hanno sposato questi principi”, le parole di Massimiliano Ferrigno, responsabile di HS Football e dell’Academy. Partner di questa avventura la Banca Popolare di Vicenza, da anni assieme all’Udinese, poli Goccia di Carnia, la Despar, Leroy Merlin, la Società Imprese Lignano e la EvergreeenLife. IMG_2706“Il lavoro più difficile è stato formare gli allenatori che portassero i  nostri concetti nelle case di tutta Italia. Gli allenatori li definiamo educatori, che è il concetto principale. Si può essere professionisti anche se non si gioca in Serie A. Abbiamo dato la possibilità ai tecnici delle affiliate di interagire con la struttura dell’Udinese, questo aiuta a far crescere i ragazzi senza creare false illusioni. Poi l’aspetto ludico come la Champions Cup con tutte le società affiliate, quindi 150 in Italia”, continua Ferrigno spiegando il progetto nei dettagli. “Un altro punto è legato ai bambini, ovvero portarli allo stadio in occasione di una gara casalinga, facendoli arrivare in anticipo e facendogli visitare le parti solitamente off limits come gli spogliatoi”. La parte tecnica è stata delegata a Paolo Poggi: “Cerchiamo di esportare l’esperienza nelle affiliate. Il settore giovanile dell’Udinese è di ottimo livello, per cui inevitabilmente cerchiamo di are ai nostri ragazzi dall’etica ai concetti tecnici. Ci si deve adattare al contesto, questa la qualità che portiamo”, afferma l’ex attaccante bianconero. “Il nostro è un lavoro a 360°, lavoriamo sull’individuo, basandoci sulla crescita di ogni ragazzo che viene prima di ogni vittoria di squadra. I ragazzi non possono essere trattati alla stessa maniera, ognuno ha le sue specificità”. Tra le iniziative una carta di credito prepagata distribuita dalla Banca di Vicenza per tutti i ragazzi: un modo per diffondere la cultura del risparmio, che offre vantaggi per alcuni acquisti on line oltre a un concorso con bellissimi premi in omaggio. I numeri li spiega lo stesso Ferrigno: “Le novità sono anche gli sponsor sulle squadre giovanili, è una cosa nuova in Italia. Despar farà le squadre nazionali più la squadra femminile che stiamo componendo, Goccia di Carnia le squadre dell’Academy, Leroy Merlin è il co sponsor. I numeri dicono 150 società affiliate e dislocate in tutta Italia, Sardegna compresa. Ci sono 50 allenatori formati da noi che fanno visita a tutte le squadre che puntano moltissimo sull’aspetto educativo”. Sul progetto in Romania e sull’estero, Ferrigno aggiunge che “è partito anche in Albania. E’ un po’ di verso, si concentra su visite mirati e ragazzi selezionati. In Romania abbiamo fatto una visita a fine luglio, con una tre giorni di formazione per i tecnici rumeni. Lì il concetto è ancora gestito dallo stato, è diverso rispetto all’Italia”. L’obiettivo è anche quello di portare italiani in futuro in prima squadra: “Evidentemente a livello nazionale c’è stato un calo di qualità nei giovani, crediamo dovuto alla scarsa voglia di aggiornarsi- spiega Poggi -. abbiamo pensato spesso di essere i più bravi come tecnici, ma da dietro ci hanno anche superato. Il dovere di chi fa settore giovanile è alzare il livello tecnico e non solo, anche culturale per ritornare a primeggiare a livello mondiale. La nostra idea è farli crescere per arrivare in alto. L’obiettivo è portare il più possibile almeno in primavera, l’anno scorso sono arrivata 9 ragazzi”. Fuori regione l’Academy viene vista come un modello: “Non c’è stata però più partecipazione a livello nazionale, rispetto alla Regione. Ovviamente sul territorio dobbiamo rispettare le società già esistenti, collaborando con loro. Non vogliamo svuotare i serbatoi locali, sarebbe più un danno pe il club. In Udinese non deve entrare un ragazzo e poi lasciato a casa”, conclude Ferrigno.  

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