Pontisso: “Un’emozione immensa vestire il bianconero”

Pontisso: “Un’emozione immensa vestire il bianconero”

Simone Pontisso anche quest’anno si sta confermando ad altissimi livelli, tanto che dopo Strmaaccioni anche Colantuono lo ha aggregato in allenamento al gruppo della prima squadra. Il centrocampista si è raccontato in un lunga intervista a Udinese Channel riportata dal sito del club bianconero

Come nasce la passione per il calcio?

“Mi piaceva giocare fin da piccolo. Una passione ereditata da mio padre. Ho iniziato subito a dare calci al pallone e a rompere cose a casa. Ho iniziato nella Codroipese e uno dei ricordi indimenticabili è legato a una partita in cui ho fatto nove gol e un assist, dopo di che abbiamo vinto 10-9. Il Donatello è una società molto importanti, con grandi allenatori che adesso sono in Prima Squadra; per me è stata una tappa importantissima di sviluppo. Poi quando sono arrivato all’Udinese mi sono sentito emozionato e soddisfatto. Sono cinque anni che sono qui e mi trovo molto bene”.

Raccontaci la tua evoluzione tattica.

“Ho giocato molti anni come difensore centrale, dove facevo più fatica a trovare gol. Poi mister Daniel mi spostò a centrocampo, il mio ruolo preferito senza ombra di dubbio. Comunque anche come difensore centrale facevo parecchi gol, visto che battevo praticamente tutti i calci piazzati. Il tiro è uno dei miei punti di forza. Di certo devo migliorare nell’aggressività e nella fase di recupero della palla. Negli ultimi anni comunque sto crescendo molto sotto tutti i punti di vista grazie ai consigli di mister Mattiussi, che è stato molto importante nel mio percorso. Il suo impatto sulla mia carriera è stato molto positivo”.

Qual è il bilancio dell’avventura in Primavera?

“Sono arrivato in Primavera presto e mi sono sentito da subito responsabilizzato, anche perché nel primo anno di Primavera per me, giocavano in quella squadra giocatori affermati come Jadson, Douglas, Zielinski, Bruno Fernandes. Il primo anno abbiamo fatto molto bene, sfiorando le Final Eight, poi l’anno successivo ci siamo confermati alla grande, con un gruppo pieno di buone individualità. Quest’anno abbiamo un gruppo che gioca più di squadra e le sensazioni sono molto buone. Peccato per l’ultimo passo falso contro il ChievoVerona, ma siamo già pronti al riscatto contro la Salernitana”.

Come hai festeggiato i 18 anni?

“I 18 anni li ho festeggiati tranquillamente, anche perché il giorno dopo avevo un allenamento o una  partita non ricordo. Li ho festeggiati con quelli che mi vogliono bene: fidanzata, amici e famiglia, importantissimi per me nel mio processo di crescita. Mio padre mi ha iniziato al calcio; mia madre e mia zia sono sempre pronte ad accompagnarmi ovunque io debba andare; mio fratello è il mio critico principale. Da quando ero piccolo, e ancora adesso a volte, andiamo al campetto di casa; io calcio e lui para. Questo mi è servito per capire come si calcia bene”.

Che emozione è stata esordire in serie A a Cagliari?

“E’ stata un’emozione indescrivibile, anche se quella partita non era iniziata bene con l’infortunio di Widmer. Stramaccioni però mi ha mandato subito a scaldare. Quando ho capito che sarei entrato a inizio ripresa ero contento. Tutti mi hanno abbracciato; Stramaccioni mi disse che la serie A era più facile della Primavera, ma ho capito subito che era una frase detta solo per tranquillizzarmi. In serie A i ritmi sono elevatissimi e tutti ti concedono davvero poco”.

Che ne pensi dei tuoi ex compagni andati a giocare in serie B, come Scuffet e Jankto?

“Simone è un talento incredibile. A Como sta facendo bene e spero possa continuare così. Ho visto il recente gol di Jankto a Simone ed è davvero molto bello. Esperienza lontano da Udine? Parlando con la mia famiglia e il mio procuratore ho deciso di restare qui per farmi notare da mister Colantuono. Il prossimo anno vedremo cosa succederà, ma sarò pronto a qualsiasi eventualità”.

Ti paragonano a Vieira. Ti sei mai ispirato a lui?

“Mi ispiro a Pirlo, anche se ora è difficile da seguire da quando è andato in America. Per questo osservo Verratti. Il mio idolo resta comunque Totò Di Natale e allenarsi con lui è semplicemente fantastico. In generale allenarsi con i grandi aumenta le tue capacità tecniche, di resistenza e non solo”.

Come si gestisce la vita scolastica da persona nota?

“Rimango lo stesso Simone di tutti i giorni, con tutta la mia umiltà. Credo che questo sia molto importante. A scuola vado bene a ginnastica e a matematica. I miei punti deboli sono storia e italiano, le materie dove si studia di più. Voglio prendere il diploma, perché credo che sia molto importante sempre”. 

Che fai nel tempo libero?

“Nel tempo libero la mia testa è sempre proiettata sul calcio, o tramite i videogiochi, o sul campo. A tavola adoro la pizza e, da buon friulano, il frico. Per me è molto bello rappresentare il Friuli in serie A, come abbiamo fatto io e Scuffet a Cagliari, visto che erano molti anni che non si vedeva un friulano in campo con la maglia dell’Udinese. In questa Primavera ci sono molti bravi giocatori interessanti, come Borgobello o Prtajin, e soprattutto Magnino, che sta crescendo giorno dopo giorno”.

Osservi Lodi in allenamento?

“Ho visto i suoi movimenti, le sue giocate e il ritmo che ha in campo. Lo vedevo quando giocava in altre squadre di serie A e ovviamente ora lo continuo a osservare da più vicino”.

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