Primavera, Stefano Daniel per la salvezza

Primavera, Stefano Daniel per la salvezza

Chi è Stefano Daniel, la nuova guida tecnica della Primavera bianconera chiamato in sostituzione dell’esonerato David Sassarini per traghettare la compagine bianconera, ultima in classifica, verso la salvezza

di Redazione

Nato a Monastier di Treviso il 14 luglio del ’68 e cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, Stefano Daniel dopo un’esperienza nella Reggiana esordisce in serie A il 3 settembre 1989 con la maglia viola – presente anche un certo Roberto Baggio – in Fiorentina-Genoa. Gioca anche una partita di Coppa Uefa contro l’Atletico Madrid, finita poi 1-0 in favore dei colchoneros. Nella sua carriera ha totalizzato due presenze in serie A e trentacinque presenze in serie B. Cessata l’attività agonistica, ha intrapreso quella di allenatore, guidando a lungo formazioni giovanili del Triveneto. Sotto la sua guida vola l’U15 del Pordenone grazie anche all’impiego in attacco del talento emergente Massimo Zilli, bomber di pura classe e ora militante nelle fila laziali. Nella stagione 2014-2015 Daniel ha ricoperto ad interim per una giornata, in occasione della trasferta di Sassari contro la Torres, il ruolo di primo allenatore del Pordenone in seguito all’esonero di Lamberto Zauli, poi sostituito da Luciano Foschi. Il nuovo tecnico della Primavera non è un nome nuovo per l’Udinese,  ha guidato infatti le sue giovanili nella stagione 2009/2010 e dal 2012 al 2014.  “Qui a Udine mi sono trovato sempre bene – ha detto nella sua prima intervista da tecnico bianconero –  se ho scelto di venire qui è perché ho un debito di riconoscenza, la società ci tiene tantissimo, i direttori Pradè e Collavino hanno fatto un discorso di principi, di rispetto e di presa di coscienza di quello che è accaduto sino ad adesso. Credo che i ragazzi abbiano percepito che la società è vicina e li sostiene, e dobbiamo fare in modo, tutti quanti, di rendere il nostro campionato più competitivo di quello che è stato finora, almeno sotto forma di risultati”. “Credo che l’aspetto mentale sia fondamentale per il prosieguo di questa stagione – aggiunge il tecnico – quando arrivano tante sconfitte così purtroppo viene a mancare quella base solida che è il riconoscimento del gioco piuttosto. Delle situazioni che possono essere positive diventano negative se il risultato ti è contro”. Pensiero, quest’ultimo, che qui a Udine di questi tempi cade a fagiolo per i tifosi bianconeri.

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