Udinese Primavera, una stagione comunque positiva

Udinese Primavera, una stagione comunque positiva

L’Udinese Primavera chiude venerdì a Brescia una stagione che vede la classifica deficitaria per il gioco espresso: ma alla fine sono costati alcuni episodi, la mancanza di un goleador da 20 reti e forse una leadership in campo che aiutasse di più i tanti ’98. Ma nonostante questo le soddisfazioni a livello individuale ci sono e sono frutto del lavoro di tutto lo staff che da anni aiuta a crescere e a portare tra i professioni tanti giovani

L’Udinese Primavera chiude venerdì (ore 15)  la sua stagione a Brescia. Nessuno in casa bianconera vuole concedere nulla, anche se la gara in sé non rappresenta più un obiettivo per la classifica.

Purtroppo quest’anno per  la squadra di mister Mattiussi è mancato il salto di qualità. A luglio, quando è cominciata la stagione nel ritiro di Claut, molti non avrebbero scommesso su un piazzamento particolare, anche se la rosa  aveva alcune individualità, ma anche tanti ragazzi del ’98 da far cresce, per cui poca esperienza. In questo campionato anche un anno fa la differenza, e lo si è visto contro l’Atalanta domenica scorsa: gli orobici per vincere avevano schierato ben quattro ’96 in campo. Alla fine hanno sì vinto, ma l’Udinese ancora una volta ha dimostrato che in questa strana stagione non è mai stata davvero messa sotto da nessuno.

IMG_7852Allora cos’è mancato? Cinismo sotto rete, un goleador da 20 gol (Prtajin e Armenakas hanno pagato infortuni vari), ma forse anche poca attenzione in certi frangenti. Certe distrazioni sono spesso costate care. Forse è mancata anche una leadership in campo. Bochniewicz, per esempio,  l’anno corso faceva questo, mentre oggi Pontisso e Coppolaro per lungo tempo sono stati assenti per andare in prima squadra. “La partita che in qualche modo ha segnato il campionato è stata quella con la Salernitana“, ci racconta mister Mattiussi analizzando la stagione. “C’è stato un approccio ottimo su un campo difficile, era una gara che controllavamo, poi due errori individuali ci hanno condannato. Quella era la gara dove potevamo fare un salto in avanti e invece abbiamo perso alcune certezze. Comunque quest’anno abbiamo sempre giocato mostrando la nostra identità, c’è rammarico, qualche limite l’abbiamo avuto, ma il gioco l’abbiamo sempre espresso. A volte ero dispiaciuto per i ragazzi, più che per il risultato per il fatto che si sono sempre impegnati tanto. Alcune volte oggettivamente hanno fatto partite dove non si è potuto imputare nulla. Come a Milano con l’Inter dove la prestazione è stata esemplare“.

Ma la stagione non va vista solo per la classifica. Quest’anno il lavoro del tecnico e del suo staff ha portato per l’appunto Pontisso e Coppolaro in prima squadra, Perisan a firmare un contratto fino al 2020 e con tanti talenti cresciuti moltissimo dall’anno scorso a oggi: Francescutti è stato un difensore sempre lineare, Magnino un centrocampista dal rendimento costante, Halilovic si è integrato molto bene, Garmendia infine è la ciliegina: partito in sordina è diventato uno dei prospetti più interessanti. Ma anche Melissano sta dimostrando di avere grandi potenzialità, senza scordarsi Armenakas che ha vissuto una stagione un po’ travagliata condizionata alla fine dall’infortunio alla caviglia: ma ricordiamoci che il Times l’ha inserito tra i 5o giovani U18 migliori al mondo.

La soddisfazione è stata vedere il lavoro di questi anni portare tanti giocatori cresciuti nelle giovanili bianconere e oggi inseriti a livello di prima squadra, vedi Berra, Scuffet, Meret, Jankto, per citarne alcuni. Ci sta un anno sportivo non positivo in classifica, ma il lavoro fatto è comunque stato importante.

L’Udinese Primavera riparte da questi risultati che comunque danno lustro a quest’anno: da chiudere comunque al meglio a Brescia, per poi pensare al torneo in Croazia a fine maggio dove si inizieranno a provare alcuni ’99 che entreranno a far parte della rossa l’anno prossimo.

 

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