A Genova con le (poche) certezze

A Genova con le (poche) certezze

A Genova l’Udinese ci arriva con un nervosismo tangibile, problemi di formazione e polemiche dopo l’amichevole annullata. Ma anche con il cuore dei suoi tifosi, l’unica vera certezza. Per la formazione Edenilson diventa uomo chiave con la possibile assenza di Armero. E in avanti spazio a Thereau e Zapata

Tra nervosismo abbastanza tangibile, ritiro, amichevoli annullate all’ultimo che hanno fatto imbufalire tifosi e ceceni, l’Udinese si avvicina alla sfida col Genoa, diventata chiave per il destino bianconero e probabilmente anche di Stefano Colantuono, pure con qualche problema di formazione.

Un altro ko potrebbe far perdere davvero la pazienza a Paròn Pozzo che non vorrebbe cambiare in corsa, ma che davanti a una mancata reazione (ma soprattasso senza punti) sarebbe chiamato a decisioni ancora più drastiche di quelle prese fino d oggi.

Il clima non può essere dei migliori e mentre il Genoa sta studiando il tridente  per far male, in casa Udinese ci si concentra sul centrocampo.
Sulle fasce dovrebbero esserci Widmer e Edenilson, che a sinistra non ha mai convinto, ma che deve fare di necessità virtù, visto che Armero non sembra al meglio. Come centrali il tecnico di Anzio dovrebbe appoggiarsi sulle certezze, ovvero gli uomini di fiducia, Badu e Lodi e in più l’esperto Halfreddson.

Davanti nessun esperimento: dentro subito Zapata e Thereau, ovvero i due che tengono alto il numero di gol (12 in due). Matos e soprattutto Di Natale sono pronti all’uso, e saranno determinanti i cambi e come verranno utilizzati.
Intanto Totò sembra in forma: troppo in fretta ci si è dimenticati del capitano e, se è vero che non ha novanta minuti sulle gambe, per trenta e qualcosa in più, può fare la differenza.
Proprio lo studio dell’undici di base e di eventuali cambi è, quindi, sotto la lente: le accuse  mosse a Colantuono riguardano anche questo aspetto e a Marassi ogni mossa sarà determinante. La lezione avuta da Donadoni è stata lampante in tal senso.

In difesa altre certezze, con Heurtaux che se la gioca con Piris, Danilo e Felipe davanti a Karnezis e con Wague ancora ai box.

Nessuna variazione sul tema,  se non l’indicazione di non abbassarsi troppo sugli esterni. Con Laxalt e Rincon dall’altra parte e con un tridente formato Cerci, Matavz e Suso sarebbe un errore fatale. E l’Udinese oggi non può permettersi nessuno sbaglio.
La gara sarà giocata su questo aspetto, con Edenilson, il grande ex, quindi uomo chiave: dalla sua parte i bianconeri hanno sofferto e preso il 65 per cento delle azioni poi trasformate in rete.
Ma sarà anche una gara da giocare sul piano nervoso e in tal senso l’Udinese deve stare molto attenta: non sempre è stata lucida nei momenti chiave degli incontri e oggi ancor di più pesa una settimana di passione, con poche certezze e tanti dubbi.
L’unico punto fermo sono i tifosi: anche in un clima gelido in squadra, sanno manifestare calore e vicinanza. Saranno circa 200 a Marassi, vanno onorati al meglio.

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