Ai titoli di Cola

Ai titoli di Cola

L’Udinese finisce nel peggior modo la gara con la Roma: con la squadra presa di mira, Danilo che reagisce, Colantuono fischiato da praticamente tutto lo stadio. Siamo ai titoli di coda, Ma serve una reazione da parte della società che faccia capire che ha la situazione in pugno

Siamo ai titoli di coda, anzi ai titoli di Cola: la sua Udinese regala sì titoli, non sul campo, bensì sui giornali che si prestano a giochi di parole per dire una sola cosa. Un ciclo (mai iniziato) è già finito.

La pietra tombale il 13 marzo 2016, Udinese-Roma: i bianconeri già colpiti da una contestazione che da queste parti non si vedeva da anni, sono apparsi inermi ancora una volta, incapaci di tenere botta a una corazzata a cui tutto è stato lanciato fare. Una reazione nervosa di pochi minuti non può far dire che c’è stata partita, con un tempo regalato e un secondo di nuovo in balia dei giallorossi quando hanno iniziato a (ri)giocare.

Il tecnico di Anzio non ha mai dato un gioco, un’idea di gruppo a questa squadra e a questo punto, con la classifica che si fa pesante davvero è inevitabile pensare di non cambiare, anche e la società fino a oggi ha cercato di dargli fiducia in tutti i modi. Prima accontentandolo sul mercato come mai per nessun allenatore è stato fatto, poi difendendolo a spada tratta, poi consentendogli scelte come quella di annullare all’ultimo istante l’amichevole col Grozny fissa da tempo. Insomma tutto gli è stato concesso, ma in cambio si sta ottenendo la peggior stagione da anni a questa parte.

Anche il pubblico, che mai lo ha amato davvero, in fondo fino a oggi gli ha concesso fiducia: la tessa squadra è stata sostenuta in casa e soprattutto fuori, ma in cambio si sono ricevute solo sberle.

Ora non c’è più spazio per scuse, alibi o perdite di tempo ulteriori: la prossima gara col Sassuolo è complicata e va preparata al meglio, per poi sfruttare la sosta e pensare al Napoli. Partite che potrebbero definitivamente spingere verso il basso la squadra bianconera se non affrontate al meglio.

E in queste condizioni è impossibile pensare di farlo: serve una scossa, un modo per far capire che la situazione non è lasciata al caso. Perché sperare di fare 7-8 punti (quelli che forse basteranno a salvarsi) solo puntando sulle gare chiave con Chievo, Carpi e Atalanata  è un azzardo bello e buono. Serve un minimo di programmazione, serve soprattutto ridare tranquillità all’ambiente che si possa davvero compattare da qui alla fine. E’ triste quanto accaduto alla fine, con i tifosi esagerati che se la prendevano con tutti, con Danilo che reagiva e con Colantuono più che mai fischiato.

Serve un traghettatore verso il futuro, poi chissà che non possa diventare graduato. Calori piace tanto al pubblico che si identifica ancora nelle sue parole e nelle sue battaglie in campo, Bertotto conosce lo stesso l’ambiente. Una cosa è certa oggi siamo ai titoli di coda, anzi di Cola di una stagione nata male e che si può solo finire peggio se non si pone rimedio.

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