Ancor più belli, sempre più cattivi

Ancor più belli, sempre più cattivi

Ma anche l’Udinese vuol dare un senso al proprio campionato magari conquistando qualche “scalpo” eccellente, che in casa friulana manca da un bel po’. Per farlo servira’ un’Udinese bella, molto bella. Un’Udinese da favola. Con, in questo senso, un’unica controindicazione. Che la favola non sia “La bella addormentata”.

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La settimana scorsa un’Udinese bella, a tratti travolgente, aveva regalato ai propri tifosi la magnifica illusione di poter mettere sotto l’Inter. Sappiamo tutti com’e’ andata, con un’Inter che –e qui sottoscriviamo il pensiero del tecnico Pioli- ha creduto fino in fondo nella vittoria poi conquistata, ma che se e’ stata premiata nel complesso oltre I propri effettivi meriti ed in questo ha avuto un sostanzioso contributo dalla lucidita’ che l’Udinese ha visto venir meno nei momenti topici di quel match. Da un punto di vista della preparazione di quella gara, non si puo’ dar torto a Delneri: non pressare l’Inter e non tenere ritmi altissimi come fatto dagli uomini in casacca bianconera per tutto il primo tempo non avrebbe ne’ consentito di tenere a bada i nerazzurri ne’ permesso all’Udinese di ottenere un meritato vantaggio, poi legittimato dal tiro di De Paul stampatosi sul palo pochi minuti dopo la marcatura di Jankto.

Ma Danilo e compagni hanno pagato un po’ questa condotta volta ad un gioco “a viso aperto”, subendo un gol piu’ che evitabile da Perisic quando con tutta probabilita’ si stava cercando di preservare le gambe per il secondo tempo e la testa era colpevolmente al te’ di meta’ frazione. Poi era ovvio che un’Inter dallo spirito quasi vacanziero nel primo tempo conservasse una maggior forza generale da buttare in campo per il resto della partita. Se volessimo essere spietati, potremmo dire che all’Udinese un ottimo primo tempo ha fruttato zero punti, e che all’Inter 45 minuti disputati in maniera solo un po’ piu’ convinta sono valsi addirittura la quarta vittoria di fila, propiziata anche da una retrguardia friulana uccellata su una classica situazione che ricordava un “taglia fuori” di stampo cestistico, ovviamente applicato male dall’Udinese e capitalizzato alla grande dalla cosiddetta “Beneamata”.

Ha ragione Delneri ed hanno ragione gli addetti ai lavori a sostenere che giocando su questi livelli l’Udinese di partite potrebbe vincerne ancora parecchie in questa stagione, ma e’ fuori discussione che le belle classifiche e le stagioni da ricordare si costruiscono e si fondano anche grazie ai successi ottenuti a sorpresa, su formazioni che sulla carta vanno considerate superiori. Avversari che, nel momento in cui dal punto di vista tecnico ed agonistico comprendono la malaparata di una domenica, ci mettono l’esperienza e l’astuzia. E all’Udinese quest’oggi serviranno pressing, tecnica, agonismo –quest’ultimo messo comunque in bella mostra domenica scorsa malgrado il risultato- “cattiveria” sportiva nel voler mettere sotto un avversario che questa domenica e’ quella Roma di Luciano Spalletti che con ostinazione rimane aggrappata al sogno di poter restare in scia alla Juventus capolista.

Alla Roma si legano tanti aspetti dell’Udinese di tanti momenti diversi: innanzi tutto Spalletti che e’ si’ il tecnico di due qualificazioni Uefa consecutive e soprattutto della prima qualificazione friulana in Champions, ma che viene ricordato soprattutto per il modo traumatico col quale decise di abbandonare il Friuli, fatto mai metabolizzato dai tifosi. E poi quasi una sorta di parabola che parte dal precedente dello scorso anno, quando con la loro affermazione esterna i giallorossi fecero saltare la panchina del romano e romanista Colantuono, passando per la partita d’andata della scorsa fine d’agosto, quando un 4-0 a favore della Lupa maturato nella ripresa nel breve volgere di 20 minuti fece capire che tante cose nell’assetto dell’Udinese 2016-17 andavano cambiate come poi sarebbe stato, fino ad arrivare ad oggi. Udinese che ritrova un pezzo del suo passato come il tecnico di Certaldo che torna ancora una volta da avversario, ma anche sulla panchina bianconera e’ questione di ex: proprio ai tempi in cui Spalletti si toglieva grandissime soddisfazioni nel corso della propria esperienza in bianconero, Delneri cerco’ di raddrizzare, non riuscendoci, una barca giallorossa che per innumerevoli ragioni stava andando a fondo. Tecnico di Aquileia che dunque, pur non confessandolo, sara’ animato da un certo spirito di rivalsa.

Fin qui gli aspetti legati ai vari amarcord. La Roma, pur priva di elementi importanti come Rüdiger, De Rossi e Perotti, sa bene di non poter sbagliare la partita di oggi se davvero vuol cercare di tenere il passo scatenato della Juve, e soprattutto se non vuole veder insidiato il proprio secondo posto Champions da pericolose e agguerrite concorrenti. Ma anche l’Udinese vuol dare un senso al proprio campionato magari conquistando qualche “scalpo” eccellente, che in casa friulana manca da un bel po’. Per farlo servira’ un’Udinese bella, molto bella. Un’Udinese da favola. Con, in questo senso, un’unica controindicazione. Che la favola non sia “La bella addormentata”.

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