Annus Horribilis finalmente finito

Annus Horribilis finalmente finito

Poteva andare peggio, poteva piovere (la serie B), alla fine almeno sul salvabile stato slavato.

Il 2016 si sta concludendo e qualche lettore ci concederà la licenza di definirlo ‘annus orribilis.’ Poteva andare peggio, poteva piovere (la serie B), alla fine almeno sul salvabile stato slavato.

Ma è stata la sagra degli errori. L’anno scorso in primis la scelta di Colantuono, che già non appassionava la piazza al momento della nomea, ma che soprattutto sul campo si è dimostrato incapace di gestire un gruppo difficile. Ovvio non tutta colpa sua: sarà stato un generale fin troppo duro e le regole ferree a volte si ritorcono contro, ma è anche  vero che è mancata troppo tempo la società. Che oramai è Gino Pozzo e sorella. Il Paròn lo dice da tempo, pochi giorni fa l’ha confermato, oramai è un appassionato pensionato. Mancherà però la  sua analisi, a volte fin troppo schietta (le bordate proprio verso Colantuono dopo Genova rimarranno tra il peggio/meglio dell’anno).

Ma le scelte di una rosa non le fa un tecnico, lui al massimo li allena. O li alleva se sono giovani. E la squadra dell’anno scorso priva già di Allan, è sembrata un Arlecchino di colori assemblati senza gusto e logica. A gennaio si è corso ai ripari, ma la salvezza è arrivata per demerito altrui, inutile negarlo.

Sbagliare è umano, perseverare diabolico. Da Colantiono a De Canio (che poverino aveva nove giornate per rimettere insieme il Titanic), quindi a sorpresa Iachini, apparso fin da subito distaccato  nei modi e nei termini di come si si deve approcciare a Udine. Gran brava persona, ma forse non adatta a un gruppo che ancora una volta conferma chi davvero comanda.

Sembrava un altro anno da teste da sbattere sui muri, invece il colpo di genio. Il Patriarca di Aquileia, Gigi Delneri, libero (per fortuna) ha finalmente sposato la sua Udinese che pian piano ha trovato carattere, gioco (che se si sbaglia ancora troppo  a volte la fortuna non potrà bastare), ma soprattutto punti e rivitalizzato giocatori come Thereau, indispensabili per questa squadra. Ora tocca a Zapata, altra sco0mmessa. Se insieme arriveranno a 20 reti il grosso della salvezza sarà fatto. Ma il colombiano deve smettere di fare solo della potenza fisica il suo gioco, serve più dinamismo sotto porta.

Ecco che quindi non ci meraviglieremmo se l’oggetto misterioso (per ora) Peñaranda vada in Liga e  a Udine arrivi Lasagna, per accettare una panchina che con Delneri non è mai scontata. Poi rientrerà Ewandro che a Sassuolo aveva mostrato buone cose prima di rompersi.

In mezzo Bau rischia di andare via fino a febbraio in Africa, si sa che quando tornano dalla Cosa sono quasi sempre irriconoscibili: per questo Cigarini è un nome caldo. Per una una Udinese che non vuole e non deve vivere più anni orribili.

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