Brutti sogni di una notte di mezza estate

Brutti sogni di una notte di mezza estate

Ma sarà mai possibile che la Spal fosse stata il Manchester City, il Granada il Real Madrid e l’Al Hilal il PSG? No, semplicemente l’Udinese non è lei. O meglio lo è se proprio si vuole essere pignoli, ma non è di certo quella reale. Ovvio che in estate l’alibi più seducente possibile è quello di far imputare alle gambe pesanti e alla dura preparazione eventuali figuracce, ma se da una parte le amichevoli (specie quelle in terre straniere) non sono mais state amate dai pedatori nostrani, dall’altra è vero che di questi tempi un allenatore bada a particolari che non sono solo tecnico tattici. Si guarda al minutaggio per poi intervenire minuziosamente per far aumentare o diminuire i carichi di lavoro, si guarda a quei giocatori che più di altri sono sotto esame, si guarda a tenere da conto eventuali acciaccati. Insomma l’Udinese di queste ultime amichevoli non può essere quella che fra due settimane affronterà la Juve in campionato. Sarebbero guai seri se così fosse, perché la Vecchia Signora che alza l’ennesimo trofeo al cielo è una macchina da guerra oliata e che non si farà scrupoli dinanzi a un’eventuale Udinese versione estiva. Ma prima di fasciarsi la testa meglio aspettare con i giudizi, anche se qualche indicazione, o meglio qualche dubbio, c’è. fatbolIn primo luogo, perso Allan, ovvero l’uomo migliore (assieme a Karnezis) della scorsa stagione, il centrocampo appare ancora privo di un’identità precisa. Ordinati nello schieramento, ma con poca personalità: questa l’impressione avuta da questa serie di tre amichevoli dai cinque alfieri della mediana che si sono susseguiti in campo. Davanti alla difesa i vari Guilherme, Merkel, Iturra non hanno convinto: lenti e macchinosi non hanno ancora quel passo che richiede il ruolo. Come mezzali se da una parte Fernandes e Kone sono considerabili già in buona forma e inseriti a loro agio nel ruolo, dall’altra Pinzi e Badu appaiono ancora appesantiti. Sulle fasce Ali Adnan dimostra temperamento e buona propensione offensiva, ma manca ancora in fase difensiva. Meglio il buon, vecchio, Pasquale, di cui si conoscono pregi e difetti. L’unica vera certezza di questo pre campionato è Edenilson: il brasiliano corre che è un piacere, sa interpretare il ruolo alla perfezione e sta rubando il posto a Widmer, la cui posizione (sul mercato) è sempre più incerta. In difesa Danilo, colpi di testa a parte, è l’uomo su cui gira il reparto. Ma accanto (e dietro) a lui c’è ancora da lavorare. Heurtaux è quello più indietro, sia di forma, sia mentalmente viste le voci che lo vorrebbero vicino alla Roma. Piris soffre se non è coperto a sufficienza, Domizzi a Granada non c’era, ma non è di certo in forma come si è visto nelle precedenti uscite, così come Wague. Neuton, poi, siamo davvero certic he possa interpretare il ruolo di vice Danilo? Infine l’attacco: in attesa di capire qual è la coppia gol che Colantuono schiererà, il reparto è ancora indietro. Zapata col fisico che ha necessita di tempo per migliorare: ha velocità da vendere, ma forse deve anche disciplinarsi nel 3-5-2. Dietro a lui poca cosa ancora: Thereau e Di Natale sono fuori forma, quasi indecifrabili, Aguirre è un’alternativa per adesso, ma tutto da verificare in gare più toste, mentre Perica è finito ai margini tanto che si parla di possibile prestito altrove. Insomma se la situazione fosse questa i brutti sogni potrebbero diventare incubi. Peccato che tra folletti ed elfi che fanno il bello e, soprattutto, il cattivo tempo nelle retrovie friulane, c’è ancora l’alba che deve nascere. Siamo nel bel mezzo di una notte d’estate e si sa che di questi tempi sogni e speranze spesso stridono con la realtà dei fatti attuali. per cui, per dirla all’inglese, keep calm and aspettiamo prima di giudicare.

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