Cala il sipario

Cala il sipario

Cala il sipario sulle gare casalinghe dell’Udinese 2014/15. Cala il sipario sui lavori allo ‹ Stadio Friuli ›, che dal prossimo anno sarà meravigliosamente, grandiosamente, spettacolarmente bello. Cala il sipario, forse, anche su Totò Di Natale, anche se tutti sperano che rimanga: il ‹ divin capitano › potrebbe (condizionale mai così d’obbligo) aver giocato la sua ultima gara in bianconero. Anche solo scriverlo fa male, ma del resto il tempo è un tiranno imbattibile. Ora sta a lui scegliere: part time con gli onori del caso a Udine, o altrove per una nuova avventura per gli scampoli di carriera. Solo a giugno la verità, per ora solo parole di contorno.
Cala il sipario su una stagione non di certo memorabile, costellata di episodi e troppi problemi.
Come nella gara col Sassuolo, un contorno per salutare i tifosi che tra qualche naso storto e i soliti applausi hanno sostenuto anche in questa stagione i loro colori. Non inganni la maglia a metà gialloblu: il cuore è sempre bianconero, il resto è un modo  per unire altre realtà.

LA PARTITA – Undici stranieri in campo per l’Udinese non è la prima volta, non sarà l’ultima, ma si spera che il nucleo italico venga assolutamente rimpolpato. 4-3-1-2 per i bianconeri, 4-3-3 per il Sassuolo che ripropone l’ex Floro Flores davanti.
Partono bene i bianconeri, aggressivi, ordinati, fantasiosi. Stramaccioni propone ancora una volta novità tattiche, l’Udinese in fase di possesso si trasforma in un 2-3-3-2. Bune le soluzioni (Perica al 5o ha una grande occasione a tu per tu con Consigli), manca forse solo un po’ di cattiveria sotto porta, vecchio adagio della stagione.
La squadra di Stramaccioni comunque appare ben disposta in campo, Sassuolo in affanno sulle ripartenze veloci, ma come detto manca qualcosa davanti.
Nella ripresa entra Di Natale per Perica, ma l’Udinese continua a stentare in fase conclusiva. La squadra bianconera crea una buona mole di azioni, ma nessuno è davvero pungente: Totò va vicinissimo alla rete, reclamato un rigore, ma nonostante questo non si arriva a perforare la porta avversaria.
Gol sbagliati (quasi), gol subiti: Magnanelli al 70’ insacca dalla distanza, cala il gelo al Friuli.
E’ l’epilogo casalingo di una stagione da cancellare con i risultati la prossima.

Gli Strama Boys col Sassuolo non riescono a vincere, anzi capitombolano pericolosamente anche con gli emiliani, salvi ma ancora propositivi. Una stagione no, che altro aggiungere? Ovviamente il saluto al Friuli poteva, doveva essere migliore,  l’Udinese ha dato la sensazione di eterna incompiuta, di quella squadra che vuole, ma per vari limiti non può. Vecchi problemi e probabilmente una stanchezza psico fisica da fine anno non sono state d’aiuto. Nessuno ha tirato i remi in barca, solo che giocare una sorta di amichevoli sarebbe dura per tutti, anche se il calcio delle grandi è tale proprio perché hanno fame anche nelle gare che non contano (vedi la Juve). Sotto questo profilo Stramaccioni deve ancora lavorare molto: sarà la vera sfida del prossimo anno.

I tifosi,  alla fine hanno salutato  i beniamini  con qualche fischio e qualche applauso di incoraggiamento più che di ringraziamento. Loro vicini saranno sempre, anche nel nuovo stadio che nelle intenzioni del club dovrà creare un’atmosfera capace di dare la spinta e di trattenere anche i giocatori.
Su quest’ultimo punto dissentiamo da tempo però: le mura da sole non bastano, per questo serviranno mosse adeguate sul mercato. Magari quelle che aiuteranno anche Di Natale a capire se è davvero meglio continuare a Udine.

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