Cantiere Udinese, Delneri: “Servono due alternative per ruolo”

Cantiere Udinese, Delneri: “Servono due alternative per ruolo”

In occasione del Media Day, il tecnico bianconero ha parlato della situazione generale della squadra e delle prospettive di mercato per le prossime settimane

Un cantiere ancora aperto. Mentre sta per terminare la prima delle due settimane di ritiro in Austria, a Sankt Veit an der Glan, l’Udinese è ancora alle prese con la definizione della rosa da consegnare a Gigi Delneri per l’inizio del campionato. Sono tre le pedine che mancano: un difensore centrale esperto da affiancare a Danilo e Angella (ed eventualmente a Samir, che comunque sarà impiegato da terzino sinistro anche nella prossima stagione), un esterno destro “alter ego” di Silvan Widmer e, soprattutto, un centravanti in grado di garantire la doppia cifra. La società sta lavorando da settimane, ma al momento non ci sono novità in merito alla casella “nuovi arrivi”. Eppure Delneri, come raccontato ieri nel corso del Media Day assieme ai giornalisti locali e nazionali, ha palesato una certa serenità, certo che per il 19 agosto la squadra sarà completata.

Mister, come sta procedendo la preparazione a Sankt Veit?

Qui ho trovato tutto l’occorrente per lavorare bene, in serenità. Gli spazi sono interessanti, si sta bene. E’ un “buen retiro”, molto soddisfacente. Anche dal punto di vista del lavoro sul campo sono soddisfatto. Tutti i ragazzi, sia chi rimarrà, sia chi avrà qualche chance fuori, stanno lavorando molto bene. Stanno affrontando questo ritiro con grande intensità, dal punto di vista del lavoro fisico, tattico, di gruppo, sono molto applicati.

Ha già in mente quale sarà l’Udinese 2017-2018?

Siamo un laboratorio. Stiamo lavorando e stiamo conoscendo i nuovi arrivi, che hanno delle caratteristiche importanti. E poi vediamo se possiamo ricalcare quello che abbiamo fatto l’anno scorso o meno. Stiamo provando qualcosina. Comunque partiamo da una buona base.

Che cosa ha chiesto alla società?

Abbiamo degli obiettivi, ma il mercato non è semplice, almeno per noi. Bisogna trovare i giocatori giusti, adatti alla nostra mentalità e che creino gruppo. La società sta cercando di lavorare al meglio. I tempi non saranno lunghissimi, ma nemmeno brevissimi. La volontà è allestire una squadra che abbia i doppi ruoli, che si possa essere competitiva anche in allenamento, non solo in partita. Esclusa la porta, dove siamo in esubero, negli altri tre reparti abbiamo i “lavori in corso”. Davanti, per esempio, è andato via Zapata e qualcuno deve arrivare. Abbiamo delle soluzioni da trovare se il tempo e il mercato lo consentiranno. Altrimenti la base è buona e ripartiremo da quella.

Con la partenza di Felipe che centrale si aspetta?

Secondo me deve essere un centrale esperto.

Considera indebolita la squadra? Per esempio Karnezis è stato messo sul mercato…

La società d’accordo con l’allenatore ha determinato i contorni. Karnezis è stato messo sul mercato non perchè non sia un bravo portiere, ma perchè non volevo tenere due titolari e non far giocare un ragazzo che ha 21 anni, che ha 30 partite in serie A, che è friulano e che merita una chance. E poi perchè è un bravo portiere. Indebolita? Non saprei perchè si possa definire così… La società si sta muovendo bene.

Quale tipo di attaccante state cercando?

Noi abbiamo giocatori di intensità di attacco allo spazio, come Lasagna o Perica. Abbiamo giocatori di qualità come Thereau, manca un giocatore che abbia determinate caratteristiche che consentano di giocare anche in un modo diverso, non solamente palla a terra. Nel mondo c’è solo una squadra che gioca sempre così, il Barcellona. Serve, dunque, una punta di riferimento. Abbiamo quattro punte al momento per due posti. Se arriva un centrale siamo a posto. Ma sappiamo che gli attaccanti da 20 gol a Udine non vengono. Dobbiamo cercare un attaccante che abbia il senso del gol nel suo Dna, che giochi per la squadra che è una cosa molto importante.

Tra una preparazione “tradizionale” e le tournée che tanto piacciono ai grandi club, cosa sceglierebbe?

Io non farei nemmeno una partita, starei in ritiro. Però adesso le partite servono per poter essere anche competitivi. Le tournée si fanno per motivi diversi, non legati alla preparazione.

Quali sono gli obiettivi per il campionato?

Puntiamo ad arrivare a 46 punti. Dobbiamo migliorare la quota dello scorso anno.

Per la prima volta dopo tanti anni è aumentata la quota di italiani in rosa. Cosa ne pensa?

Sono contento, il settore giovanile nostrano da sempre ha sfornato talenti. Basti pensare all’Under 21 che è formata da tanti giocatori interessanti, come Giuseppe Pezzella che si è aggregato nei giorni scorsi. Si ritorna alle giuste dimensioni, alle giuste formazioni. L’Udinese ha il dovere di vedere in casa propria quello che c’è.

 

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