Colantuono: nessuna paura, ma serve più concretezza

Colantuono: nessuna paura, ma serve più concretezza

Ripartire dal Sassuolo. Senza se e senza ma, regalando ai propri tifosi una prestazione convincente ed entusiasmante. Questo è l’obiettivo di Stefano Colantuono per la gara di domani pomeriggio contro la formazione di Eusebio Di Francesco. Gli errori con la Roma devono essere superati e cancellati da una prova di carattere e concreta. 25102015-IMGL0660Mister, archiviato il ko con la Roma,  ora l’obiettivo è ripartire in casa con il Sassuolo? Sarebbe molto importante. La gara con il Frosinone deve essere l’inizio di una serie di risultati importanti tra le mura amiche. Dall’inizio stagione cerchiamo certe prestazioni nel nuovo stadio, invece, finora è andato tutto il contrario, cioè abbiamo raccolto più lontano dal Friuli che in casa. E’ una gara da vincere?  Abbiamo sei punti sulla salvezza, cinque più uno per lo scontro diretto vinto a Bologna. Dobbiamo archiviare immediatamente la brutta parentesi di Roma, in particolare i primi dieci minuti. Mi è dispiaciuto aver interrotto così la striscia di quattro risultati utili. Comunque il Sassuolo è un’ottima squadra, cresciuta nel tempo, che si è migliorata con inserimenti importanti. Trovando continuità, gioco e togliendoci di dosso la paura che si ripresenta puntualmente, possiamo fare bene. Con il Frosinone abbiamo disputato una buona gara, anche se nel secondo tempo ci siamo un po’ abbassati. In casa dobbiamo giocare in una certa maniera, solo così possiamo trascinare anche il pubblico. A livello tattico, a Roma si è vista l’assetto a quattro, è possibile rivederlo in futuro? Stavamo rincorrendo e abbiamo cercato un maggiore potenziale offensivo. Per cambiare sistema di gioco devi lavorarci molto e avere i giocatori adatti. Una linea a quattro possiamo anche proporla, dovremmo giocare con tre attaccanti che non sono abituati a giocare in un 4-3-3. Il 4-4-2 è difficile perchè non abbiamo giocatori con quelle caratteristiche. Poi c’è Lodi, che ha dato molto finora alla squadra, e se lo metti in un centrocampo a due lo penalizzi… Tornando alla gestione della gara, abbassandosi troppo si rischia di diventare prevedibili… Più ti abbassi, più il campo si allunga. Ci vuole un po’ di tempo , Lodi è arrivato da poco, prima non avevamo un regista… e ci vuole serenità. L’Udinese di qualche anno fa che ha conquistato l’Europa giocava compatta e appena poteva ripartiva e diventava irresistibile. Ma se guardate altre partite, capita che ci siano squadre costrette ad abbassarsi. Fiorentina-Roma, per esempio, è terminata con il possesso palla di oltre il 70 per cento a favore dei viola. La Roma è stata costretta ad abbassarsi. La classifica la preoccupa? Stiamo facendo un campionato sulla falsariga dello scorso anno. Avrei voluto avere 15-16 punti. Vorremmo regalare grandi gioie ai nostri tifosi, ma adesso chiediamo un attimo di pazienza. Stiamo cercando di poter migliorare tutto il discorso, comunque non molliamo mai. Come si spiega il fatto che l’Udinese giochi al massimo 60 minuti? Ci sono delle gare in cui siamo partiti male e siamo costretti a rimontare, altre volte siamo ceduti nel finale. L’importante sarebbe riuscire a chiudere certe gare, come quella contro il Frosinone. La partita vive di fasi, ci sono dei momenti in cui non hai il pallino in mano, ma devi essere comunque presente.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy