Come cambia l’Udinese con Duvan

Come cambia l’Udinese con Duvan

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Con un Duvan Zapata in più nel motore, l’Udinese ora deve trovare l’assetto giusto. Intanto davanti il colombiano dovrà giocarsi il posto con Thereau e Di Natale.
Sul capitano Gino Pozzo è stato chiaro, anzi chiarissimo: «Spesso non ci rendiamo conto di quanto sia grande. Basta parlare di quando Totò si ritirerà. Godiamocelo fin quando gioca, beamoci delle sue qualità, della sua intelligenza. basta pensare a che cosa farà dopo, teniamocelo stretto e speriamo che rimanga a giocare ancora a lungo. E’ integro, si sa gestire benissimo, ha una classe immensa. Può venire dalla spiaggia e essere determinante in una partita. Cosa parliamo di ritiro? Il mio problema, semmai, è prolungare questa sua presenza». Parole dolci come il miele per Totò, che dimostrano quanto la società abbia puntato forte ancora su di lui, nonostante l’età. Del resto anche la decisione su Andrea Stramaccioni è stata legata a questa scelta.

Per cui Colantuono dovrà ritagliargli uno spazio. Strama l’anno scorso ha tentato di imporre la sua linea, sostenendo che l’attacco andava ringiovanito, che Di Natale sarebbe stato utile solo se accettava un ruolo alla Altafini. Be, sappiamo tutti com’è finita…
Oggi, quindi, Colantuono deve usare più diplomazia se vuole arrivare a questo ruolo, anche e l’impressione è che l’attacco – almeno inizialmente – potrebbe partire ancora con Di Natale. Poi sarà il capitano a gestirsi, a dire se e come giocare.
Così la coppia Di Natale-Zapata attualmente sembra la più probabile. Ma non si sottovaluti Thereau, uno che comunque ha 32 anni.
Insomma davanti sembra che nessuno abbia il posto fisso garantito, e proprio questo aspetto è stato uno degli ostacoli nel convincere Duvan a preferire Udine a Sassuolo, che invece gli avrebbe regalato la maglia che era di Zaza.
Intanto Colantuono ha privato la difesa a quattro. Un segnale al quale serve forse dare più peso: il 3-5-2 con questi giocatori potrebbe diventare rischioso, esattamente come lo è stato nelle ultime due stagioni. Sia Guidolin, sia Stramaccioni hanno abbandonato frettolosamente l’idea della difesa a quattro, con conseguenti cambiamenti davanti. Forse non piaceva ai giocatori, forse  non piaceva ai tecnici, ma è anche vero che le migliori partite degli ultimi 700 giorni sono concise con la retroguardia a quattro: con la Fiorentina, sia in campionato sia in Coppa Italia sono state battaglie epiche e gare giocate benissimo, ma anche in altre occasioni si sono avuti segnali confortanti.

Che Colantuono voglia tornare alla difesa  a lui cara? E’ presto per dirlo, ma senza Allan a rubare palloni e con Zapata in più, non ci meraviglieremmo che si possa puntare su un 4-2-3-1, magari, uno schieramento che possa valorizzare al meglio quello che c’è oggi a disposizione.
Anche perché in uscita sembrano esserci altri due giocatori: uno tra Widmer o Edenilson e Heurtaux. Anche se prima serve trovare un acquirente che garantisca quanto chiesto per loro…

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