Come fermare il Cesena

Come fermare il Cesena

di cdtsistemi

Partiamo subito dal dire che la partita contro il Cesena è più facile vincerla che perderla. Ma il grande limite dell’Udinese di quest’anno sta proprio là: rendere grandi le squadre in crisi. Venivano da momenti bui il Verona che vinse a Udine, il Chievo che pareggiò, il Cagliari che pareggiò e ultimamente la Lazio, che proprio a Cesena aveva perso due settimane prima.

Il Cesena è stato rivoluzionato da Di Carlo, rispetto a quanto faceva Bisoli. Senz’altro il gioco di Bisoli si adattava meglio agli uomini a disposizione: catenaccio e contropiede veloce, con Brienza e Marilungo a far correre gambe e palla, Cascione a dare geometrie. Ora il Cesena è più equilibrato tatticamente, ma questo evidenzia tutti i limiti in fase difensiva e offensiva della squadra romagnola.

Di Carlo ha deciso di giocarsi le partite e ha attuato qualche movimento d’attacco molto interessante. Djuric è un attaccante con scarsa propensione al gol, ma ha un pregio e il tecnico laziale vuole sfruttarlo. In una squadra a corto di bomber, ha deciso di far fare alla punta bosniaca il lavoro sporco, quello primariamente fisico e di movimento. Il Cesena può saltare il centrocampo avversario con lanci lunghi per l’ariete, che quanto meno è bravo a proteggere il pallone. Dietro di esso il Cesena dispone di due buoni giocatori: Defrel e Brienza, entrambi seguiti dall’Udinese negli scorsi anni. Entrambi con una buona vena realizzativa, per essere dei rifinitori. Quando Djuric prende palla la passa al centrocampista che accorre e si sposta su una delle due fasce, andando di fatto a fare l’ala. L’intento è portare fuori un difensore centrale e far perdere all’avversario punti di riferimento in marcatura. Ed eccoli che si inseriscono Brienza e Defrel, piedi buoni e velocità. E’ qua l’unico punto debole dell’Udinese: Guilherme dà equilibrio al centrocampo anche se “non è bello da vedere”, ma in questa partita sarebbe meglio avere due incontristi davanti alla difesa e piuttosto veloci.

Del resto il Cesena è una squadra con una certa pochezza, tanto più che fra i tre squalificati di domenica contiamo anche i migliori difensori dei romagnoli. Fra i vari punti deboli della formazione allenata da Di Carlo abbiamo la disposizione di difesa se presi in contropiede. Spesso il centrocampo appoggia la fase offensiva con inserimenti, come già detto, e quindi la retroguardia rimane sguarnita. Contro il Milan, nel solo primo tempo, ho contato almeno tre volte il Cesena in un 3.1 davanti al portiere. Se il contropiede viene fatto centralmente l’incontrista davanti ai tre difensori rallenta l’offensiva e la squadra romagnola può ri-schierarsi a protezione della porta con tutti gli uomini a disposizione. Il contropiede, che deve essere veloce e basato su verticalizzazioni già dalla linea di difesa, deve vedere uno scarico sulle fasce in modo da “annullare” il loro incontrista e aggirare i tre difensori costringendoli ad aprirsi (inserimenti) o a spostarsi verso le fasce e lasciare sguarnito il centro area (cross sul secondo palo).

Concludendo: per evitare gli inserimenti dei rifinitori e dei centrocampisti del Cesena sarebbe meglio una difesa a quattro con un uomo che esce sul rifinitore e due terzini che sappiamo bloccare Djuric in posizione di ala. Oppure difesa a tre con due incontristi davanti che sappiano verticalizzare velocemente (Fernandes potrebbe fare al caso nostro, giocherebbe più basso ma pronto a lanciare i compagni). In fase d’attacco è importante che Di Natale apra spesso il gioco sulle fasce, specialmente in situazione di contropiede. Questa è la partita di Widmer e di Thereau se parte da sinistra per poi accentrarsi.

Di Carlo è un buon allenatore e sta facendo le nozze con i fichi secchi (altro che l’Udinese…), ma il materiale a sua disposizione è addirittura peggiore di quel Livorno che l’anno scorso avrebbe potuto salvare se non si fossero infortunati Luci ed Emerson.

Buona partita a tutti

 

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