Come fermare il Genoa

Come fermare il Genoa

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Il Genoa gioca con 3.4.3 molto equilibrato, come all’andata: calcio fisico, basato sulla corsa e condito da piedi gentili, specialmente sulla trequarti. I suoi punti di forza sono due: le fasce e gli uomini pronti a inserirsi, magari con qualche tiro da lontano o magari con inserimenti veloci.

Ergo, è basilare giocare con la difesa a tre (cinque) per bloccare il gioco della squadra ligure là dove mirano a far partire i contropiedi, sulle ali. All’andata, al di là di pacchiani errori individuali, quello che ci fece perdere fu il cambio di modulo fra il primo e il secondo tempo. L’Udinese stava giocando bene e Stramaccioni ha tentato di portare a casa il risultato migliore. Dopo un primo tempo con un 442, nel secondo tempo il 433 lascò ampia manovra alla squadre ben allenata da Gasperini. La débâcle finale fu il risultato di fasce sguarnite e trequartisti rossoblù dal tiro facile, anche da fuori area.

L’Udinese dovrà stare attenta sia sulle fasce, sia al limite dell’area, perché nulla di più semplice che il Genoa miri ad affondare per poi fare un passaggio arretrato a qualche giocatore lasciato colpevolmente libero ai 25 metri. L’errore da parte nostra sarebbe letale. E’ ovvio che non possiamo rinculare totalmente, anche se il primo tempo contro la Fiorentina ha fatto vedere che la squadra bianconera  quest’anno ha risorse difensive che non si vedevano da anni (c’è poco da dire, il mercato ha aggiustato i difetti congeniti dell’anno scorso). Sarà importante tenere ognuno la propria posizione e ancora di più rispettare le distanze fra i reparti. Allungare la squadra significa perdere, senza se e senza ma.

A loro mancherà Bertolacci,  all’Udinese manca Danilo. Non serve la calcolatrice per capire chi è più rimaneggiato. Ma quello che preoccupa è la solita costante del dopo-sosta nazionali. L’Udinese da anni non riesce a trovare la sua identità, la giusta amalgama, dopo le partite delle compagini nazionali. Ultimamente però Stramaccioni pare affidarsi nuovamente ai senatori dello spogliatoio. Nelle ultime tre partite (Torino, Atalanta e Fiorentina) abbiamo visto una continuità di carattere (ma non di prestazioni). Un pareggio a Genova varrebbe oro.

Stramaccioni è in odor di rinnovo: la società sa meglio di tutti noi quali siano state le difficoltà incontrate quest’anno. In un articolo recente si ribadiva  che solo chi comanda può sapere se i risultati deficitari di questo anno sono responsabilità del tecnico o di altri. Evidentemente i Pozzo credono nel tecnico romano.

Buona partita a tutti.

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